La serata del 25 aprile 2026 rimarrà impressa nella memoria dei tifosi catalani come il momento in cui la Liga spagnola ha preso definitivamente la strada verso la Catalogna. In una cornice di pubblico intensa e vibrante al Coliseum, il Barcellona guidato da Hansi Flick ha superato l'ostacolo Getafe con un perentorio 0-2, consolidando un primato che ora appare inattaccabile. Con questa vittoria, i Blaugrana si portano a quota 85 punti, scavando un solco di undici lunghezze rispetto al Real Madrid di Carlo Ancelotti, che solo ventiquattro ore prima era inciampato in un deludente pareggio casalingo per 1-1 contro il Betis.
L'attesa per questa sfida della trentadueisima giornata era altissima, non solo per il peso dei punti in palio, ma anche per la gestione dell'emergenza legata all'assenza di Lamine Yamal, il giovane talento che ha trascinato la squadra per tutta la stagione. Molti analisti si chiedevano se il sistema di gioco di Flick avrebbe retto senza l'imprevedibilità del suo esterno più pericoloso, ma la risposta del campo è stata una lezione di maturità tattica, organizzazione e cinismo. Fin dai primi minuti, il Barcellona ha preso in mano le redini del gioco, costringendo il Getafe a una difesa bassa e soffocante, tipica dello stile di gioco madrileno.
Il primo tempo è stato un monologo ospite, sebbene la tensione del finale di stagione abbia reso le giocate meno fluide del solito. I padroni di casa hanno cercato di innervosire i centrocampisti catalani con un gioco fisico al limite del regolamento. Tuttavia, proprio allo scadere della prima frazione, esattamente al 45’, è arrivata la scintilla che ha cambiato l'inerzia del campionato. Pedri, tornato ai suoi livelli di eccellenza mondiale, ha pescato con un filtrante millimetrico l'inserimento perfetto di Fermin Lopez. Il giovane centrocampista spagnolo non ha sbagliato, freddando il portiere avversario con un tocco preciso che ha mandato i suoi negli spogliatoi in vantaggio.
Nella ripresa, il Barcellona ha gestito le energie con una sapienza tattica ammirevole. Il Getafe ha tentato una timida reazione alzando il baricentro, ma così facendo ha lasciato quegli spazi in contropiede che sono diventati il marchio di fabbrica del nuovo corso targato Hansi Flick. L'allenatore tedesco ha deciso di rimescolare le carte inserendo Marcus Rashford per dare freschezza all'attacco. La scelta ha pagato dividendi immediati al 74’: su un recupero palla fulmineo a centrocampo, Robert Lewandowski si è travestito da rifinitore, servendo l'attaccante inglese in profondità. Rashford ha controllato magistralmente, si è accentrato e ha scaricato un destro potente da fuori area che si è insaccato nell'angolino basso, siglando lo 0-2 definitivo.
Mentre a Getafe si celebravano i tre punti, il riflesso della classifica diventava trionfale per i Culers, che ora vedono il traguardo a un passo. Con un vantaggio di 11 punti sui rivali del Real Madrid a sei giornate dalla fine, la matematica dice che mancano solo quattro punti per la conquista ufficiale del titolo. La gestione di Flick ha riportato stabilità e cattiveria agonistica a una squadra che ora sembra pronta a dominare nuovamente in Spagna. Nel frattempo, la giornata di campionato ha offerto spunti interessanti anche nella lotta per non retrocedere. L'Alaves ha centrato un colpo salvezza fondamentale battendo in rimonta il Maiorca per 2-1. Dopo l'iniziale vantaggio degli ospiti firmato da Virgili al 18’, è salito in cattedra Toni Martinez, autore di una doppietta decisiva tra il 56’ e il 69’ che ha portato i suoi a 36 punti, lasciando il Maiorca fermo a 35 in piena zona pericolo. Il finale di stagione si preannuncia caldissimo su tutti i fronti, ma il trono della Liga ha già un unico grande pretendente.

