La serata che doveva consacrare l'orgoglio di una città intera, pronta a celebrare il prestigioso traguardo del centenario, si è trasformata in un incubo sportivo difficile da dimenticare. Allo stadio Artemio Franchi di Firenze, in questo caldo 29 agosto 2026, la Fiorentina guidata da Fabio Grosso ha subito una delle sconfitte più umilianti della sua storia recente, cadendo sotto i colpi di un Frosinone cinico, organizzato e tecnicamente superiore in ogni fase del gioco. Il punteggio finale di 0-3 non lascia spazio a recriminazioni, certificando una crisi profonda per i gigliati che, dopo il pesante ko subito contro la Roma all'esordio, si ritrovano in fondo alla classifica di Serie A con zero punti e ben sette reti incassate in soli centottanta minuti. Una situazione paradossale per una squadra che era stata costruita con ambizioni europee e che ora si trova a dover gestire una contestazione feroce da parte della propria tifoseria.
La cronaca del match racconta di un approccio alla gara timido da parte della Fiorentina, nonostante l'atmosfera elettrica delle grandi occasioni. Nei primi minuti è il giovane talento Mastantuono a provare a scuotere i compagni con alcune giocate di classe pura, ma la difesa ciociara, diretta con maestria dall'allenatore Massimiliano Alvini, ha chiuso ogni varco. Il Frosinone ha invece mostrato fin da subito di avere le idee chiarissime, sfruttando le doti atletiche e tecniche di Kvernadze. Proprio l'esterno georgiano, al minuto 26, ha seminato il panico sulla fascia sinistra, saltando due avversari con estrema facilità prima di servire un pallone teso al centro dell'area. Qui è salito in cattedra Antonio Raimondo: l'attaccante ha anticipato i difensori e ha lasciato partire una conclusione che ha sorpreso un David de Gea visibilmente fuori posizione e incerto nell'intervento. Il vantaggio ospite ha gelato il Franchi, ma ha anche innescato una reazione nervosa dei padroni di casa.
Tra il 30' e il 35', la Fiorentina ha vissuto il suo unico momento di reale pericolosità, colpendo due legni nel giro di pochi istanti. Prima è stato lo stesso Mastantuono a colpire il palo con un tiro a giro dal limite, poi è toccato a Valdepenas scheggiare la traversa con un colpo di testa potente su azione da corner. Ma proprio quando la pressione viola sembrava poter produrre il pareggio, il Frosinone ha raddoppiato. Al 38', un calcio d'angolo perfetto battuto da Calò ha trovato lo stacco imperioso di Bracaglia: la palla si è insaccata sotto l'incrocio dei pali, rendendo vano il tentativo di recupero della retroguardia toscana. Il raddoppio ha spento definitivamente gli entusiasmi dei tifosi di casa, mandando le squadre negli spogliatoi su uno 0-2 che sapeva già di sentenza definitiva.
Nella ripresa, Fabio Grosso ha tentato il tutto per tutto operando tre cambi simultanei, cercando di dare maggior peso all'attacco e più velocità alla manovra. Tuttavia, il possesso palla sterile della Fiorentina si è infranto sistematicamente contro il muro eretto da Alvini, che ha saputo gestire il vantaggio con una maturità tattica impressionante per una squadra di provincia. Al 68', la serata è diventata apocalittica per i colori viola: ancora una volta Bracaglia è stato protagonista, recuperando un pallone a centrocampo e servendo nello spazio Antonio Raimondo. L'attaccante, in stato di grazia, ha controllato il pallone e dai venticinque metri ha scagliato un fendente imparabile che si è infilato nell'angolo basso. Un vero e proprio eurogol che ha sancito la sua doppietta personale e ha chiuso definitivamente i conti sul 3-0. Gli ultimi venti minuti sono stati una lenta agonia, con il pubblico di Firenze che ha iniziato ad abbandonare gli spalti o a intonare cori di protesta contro la società e l'area tecnica.
Le prospettive per la Fiorentina appaiono ora fosche. Il progetto tecnico di Grosso sembra aver già perso credibilità, con una difesa che appare vulnerabile ad ogni folata avversaria e un centrocampo privo di filtro. Al contrario, il Frosinone festeggia i primi tre punti della stagione, dimostrando di poter essere la vera sorpresa di questo campionato di Serie A 2026/27. La solidità difensiva unita alla concretezza del duo Raimondo-Bracaglia mette le ali ai ciociari, che ora guardano alla prossima giornata con rinnovato ottimismo. Per i viola, invece, la sosta o il prossimo impegno dovranno forzatamente portare a un cambio di rotta drastico per evitare che la stagione del centenario si trasformi in un fallimento sportivo senza precedenti in riva all'Arno.

