Alla vigilia della sfida contro la Juventus, l'allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, ha affrontato diversi temi caldi, spaziando dalle condizioni fisiche di Paulo Dybala alle strategie di mercato, fino alle riflessioni sul calcio italiano e le sue difficoltà in ambito europeo. Le sue dichiarazioni, rilasciate in conferenza stampa, offrono uno spaccato interessante sulle ambizioni della squadra bergamasca e sulle sfide che attendono il calcio italiano.
"Dybala capiamo oggi se sarà della partita, sta molto meglio ma non è ancora in condizioni di poter giocare", ha esordito Gasperini, gettando un'ombra di incertezza sulla presenza del fantasista argentino in campo. Anche sul recupero di Soulé, l'allenatore ha preferito non sbilanciarsi: "Viaggiamo a vista, sicuramente non per questa settimana, ma per la prossima speriamo possa aggregarsi di nuovo alla squadra".
Sul modulo tattico da adottare contro i bianconeri, Gasperini ha aperto alla possibilità di riproporre la difesa a 4 vista contro la Cremonese: "Il fatto di poterla usare in gara ti dà una certezza in più. È andata anche bene. Ti dà vissuto, curriculum, anche per i giocatori. Molto poi dipende dalla partita e dall'avversario. Ora abbiamo tanti centrocampisti che stanno facendo bene".
Inevitabile un commento sul suo passato alla Juventus, dove ha trascorso ben 25 anni tra settore giovanile e prima squadra: "La Juventus per me è stata una palestra incredibile, ho trascorso dieci anni da ragazzino, poi altrettanti come allenatore del settore giovanile e cinque da tecnico della primavera. Era una società dove il calcio si faceva bene, mi ha dato l'opportunità di andare in giro per l'Europa ed è stata una formazione che mi ha aiutato tantissimo nella mia carriera".
Un passaggio significativo è stato dedicato alle difficoltà del calcio italiano nelle competizioni europee: "Bisogna prendere conoscenza della realtà e non riguarda solo le coppe, riguarda anche la nazionale. Non c'è solo un problema, altrimenti si sarebbe già risolto. Forse è merito anche di altri paesi, guardate la Norvegia. Si può anche prendere spunto delle volte e dare merito agli altri".
Infine, Gasperini ha parlato delle ambizioni della Roma in vista del match contro la Juventus e del percorso di crescita della sua squadra: "Momento giusto per vincere un big match? Non è che non abbiamo mai vinto. Con quelle davanti non abbiamo vinto, ma di recente abbiamo pareggiato con Milan e Napoli. Abbiamo vinto però con Como e Bologna. Con la Juventus abbiamo perso all'andata, domani vediamo. Ci manca la vittoria con una di queste a cui siamo vicini. Domani dobbiamo pensare all'interpretazione della gara. Questo tipo di partite viaggiano sul filo dell'equilibrio - ha aggiunto - sono le cose impercettibili che spostano il risultato".
L'allenatore ha poi sottolineato i progressi compiuti dalla Roma rispetto alla partita di andata: "Eravamo un po' rimaneggiati, soprattutto in difesa, ma avevamo fatto una buona partita, così come la Juventus. Era stata equilibrata fino alla fine. Abbiamo avuto un mese di gennaio difficile per gli infortuni, siamo stati molto in emergenza. Abbiamo avuto alti e bassi - ha spiegato Gasperini - con vittorie e sconfitte. Dobbiamo dare continuità perché chi riesce a fare filotti di risultati in questo periodo strappa e si stacca in classifica".
Oltre alle questioni strettamente legate al campo, tiene banco anche il mercato, con almeno sette giocatori nel mirino di entrambe le società, tra cui Zeki Celik, in scadenza a giugno e conteso tra Roma e Juventus. La partita tra Roma e Juventus, quindi, si preannuncia non solo come un importante crocevia per la classifica, ma anche come un'occasione per osservare da vicino i protagonisti del futuro del calcio italiano.

