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Inchiesta arbitri a Milano: l'Inter è estranea ai fatti, indagati solo i direttori di gara

Dalla Procura di Milano arrivano conferme sulla posizione del club nerazzurro: nessun dirigente sotto inchiesta per le frodi sportive riguardanti le stagioni passate

Inchiesta arbitri a Milano: l'Inter è estranea ai fatti, indagati solo i direttori di gara

Il panorama calcistico italiano è stato recentemente scosso da una serie di indiscrezioni riguardanti una complessa indagine giudiziaria, ma le ultime notizie provenienti dalla Procura di Milano portano una necessaria chiarezza sulla posizione del club Campione d'Italia. In data 27 aprile 2026, fonti qualificate hanno confermato in modo inequivocabile che l'Inter e i suoi massimi esponenti dirigenziali non sono iscritti nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta per frode sportiva che sta tenendo banco sui media nazionali. Il fascicolo, aperto oltre un anno fa, punta i riflettori su un perimetro ben definito che esclude categoricamente la società di viale della Liberazione, concentrandosi invece interamente su figure appartenenti al comparto arbitrale e all'Associazione Italiana Arbitri (AIA). Questa precisazione arriva in un momento cruciale della stagione sportiva, dissipando ombre che avrebbero potuto condizionare la serenità della squadra e della società in vista dei prossimi impegni agonistici.

L'indagine, coordinata con estrema riservatezza dal pubblico ministero Maurizio Ascione, riguarda nello specifico un numero limitato di incontri, circa quattro o cinque partite, che non afferiscono al campionato attualmente in corso, bensì a stagioni precedenti. Questo dettaglio è fondamentale per contestualizzare la portata dell'inchiesta, che mira a fare luce su presunte irregolarità interne al sistema di designazione e gestione delle gare, senza coinvolgere direttamente i club beneficiari o danneggiati dai presunti episodi contestati. La Procura di Milano sta analizzando con minuzia flussi di comunicazioni, tabulati telefonici e documentazione interna all'AIA per verificare se vi siano stati comportamenti volti ad alterare la regolarità delle competizioni attraverso accordi sotterranei tra direttori di gara. Nonostante la gravità delle ipotesi di reato, il coinvolgimento di soggetti esterni al mondo arbitrale non ha trovato, fino a questo momento, alcun riscontro oggettivo nelle carte processuali.

Prima della sfida di campionato contro il Torino, il presidente nerazzurro Beppe Marotta era intervenuto ai microfoni di Sky Sport per ribadire la totale tranquillità della società meneghina. Marotta ha sottolineato con fermezza come l'Inter non abbia mai avuto liste di arbitri graditi o sgraditi, evidenziando che l'operato del club è sempre stato improntato alla massima correttezza e trasparenza istituzionale. Le sue parole, pronunciate in un clima di forte pressione mediatica dovuta allo scandalo che ha lambito la figura del designatore Gianluca Rocchi e i vertici dell'AIA, hanno trovato oggi un riscontro ufficiale nelle dichiarazioni degli inquirenti milanesi. La difesa della propria onorabilità è un punto fermo per la dirigenza dell'Inter, che ha accolto positivamente la conferma dell'estraneità ai fatti, ribadendo la propria fiducia nel lavoro della magistratura ordinaria e sportiva.

L'inchiesta si inserisce in un contesto più ampio di revisione della trasparenza nel calcio italiano, dove la credibilità della classe arbitrale è spesso finita sotto la lente d'ingrandimento. La notizia che gli indagati siano esclusivamente legati al mondo dell'arbitraggio suggerisce una problematica interna al sistema di reclutamento e valutazione dei fischietti italiani, piuttosto che un sistema di corruzione pilotato dalle società di vertice. Resta da capire quali saranno gli sviluppi futuri e se i nomi dei direttori di gara coinvolti porteranno a sanzioni pesanti anche sul piano della giustizia sportiva, che solitamente segue tempi più rapidi rispetto a quella ordinaria. In Italia, il reato di frode sportiva è punito severamente e le conseguenze per i tesserati possono spaziare dalla radiazione a lunghi periodi di squalifica, oltre alle sanzioni penali previste dal codice.

Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo

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Marco Pisano

Marco Pisano

Per Infogioco cura le sezioni Sport e Gioco: calcio, tennis, motori, poker, lotterie e il mercato del gioco pubblico in Italia. Redattore appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.

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Pubblicato il 27 aprile 2026, 17:44 a cura di Marco Pisano per Infogioco.it.

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