Mondiale 2026: Salah trascina l'Egitto, l'Uruguay affonda nel dubbio contro Capo Verde

Successo in rimonta per i Faraoni a Vancouver, mentre la Celeste spreca tutto a Miami e vede lo spettro dell'eliminazione

Mondiale 2026: Salah trascina l'Egitto, l'Uruguay affonda nel dubbio contro Capo Verde

Il panorama calcistico globale si è fermato per assistere a una giornata cruciale del Campionato Mondiale 2026, una rassegna che sta confermando come il divario tra le grandi potenze e le nazioni emergenti si stia assottigliando sempre di più. In questo 22 giugno 2026, le attenzioni si sono divise tra il calore tecnologico di Vancouver e l'atmosfera vibrante di Miami, dove le sorti dei gironi G e H hanno subito scossoni inaspettati. La giornata ha visto protagonista assoluto Mohamed Salah, capace di caricarsi sulle spalle un intero popolo, contrapposto alla crisi d'identità di un Uruguay che, nonostante il prestigio della sua storia, non riesce a domare l'entusiasmo travolgente di una delle sorprese più belle di questo torneo: Capo Verde.

Sul terreno di gioco del BC Place di Vancouver, in Canada, l'Egitto ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio su una Nuova Zelanda organizzata e per nulla intimorita dal palcoscenico mondiale. La gara si è aperta con un colpo di scena che ha gelato i numerosi tifosi egiziani accorsi in Nord America: al 14' minuto, sugli sviluppi di una manovra avvolgente orchestrata da Payne, il difensore Surman ha trovato il pertugio giusto per battere Shobeir, portando gli All Whites in vantaggio. Per tutto il primo tempo, la formazione oceanica ha gestito il ritmo, mettendo in seria difficoltà la retroguardia nordafricana e sfiorando il raddoppio in almeno due occasioni nitide. L'Egitto, apparso contratto e privo di idee nella prima frazione, si è aggrappato esclusivamente al talento di Marmoush e alle accelerazioni sporadiche del suo capitano.

Tuttavia, la ripresa ha mostrato un volto completamente diverso dei Faraoni. Sotto la guida carismatica di Mohamed Salah, la squadra ha alzato il baricentro in modo prepotente. Al 58', la pressione costante ha dato i suoi frutti: Mohamed Hany ha pennellato un cross perfetto per Mostafa Zico, il quale non ha sbagliato l'impatto con il pallone siglando il pareggio. Il gol ha cambiato l'inerzia psicologica del match. Al 67', il sorpasso è diventato realtà proprio grazie a Mohamed Salah, che ha finalizzato un'azione corale travolgente avviata dallo stesso Zico. La stella del Liverpool non ha solo segnato, ma ha agito da vero regista offensivo, regalando sprazzi di classe purissima. Il sigillo finale è arrivato all'82' con Hassan (entrato al posto di un esausto Trezeguet), servito ancora una volta da un assist illuminante di Salah. Con questo 3-1, l'Egitto rilancia con forza la sua candidatura per il passaggio del turno, dimostrando una maturità agonistica fondamentale per affrontare le fasi a eliminazione diretta.

Se a Vancouver si è celebrata la forza dei singoli, all'Hard Rock Stadium di Miami, negli USA, è andato in scena il dramma sportivo dell'Uruguay. La Celeste, guidata dal tecnico Marcelo Bielsa, è stata fermata sul 2-2 da una nazionale di Capo Verde che sta scrivendo la storia. Gli Squali Blu, dopo aver già bloccato la Spagna nella gara d'esordio, hanno confermato di non essere una meteora. Il vantaggio africano è arrivato al 21' grazie a una prodezza balistica di Kevin Pina, che ha sorpreso l'esperto Fernando Muslera con una punizione dai trenta metri che si è insaccata sotto l'incrocio dei pali. Un gol storico, il primo in assoluto per l'arcipelago africano in una fase finale dei Mondiali.

L'Uruguay ha reagito con la foga agonistica tipica della garra charrúa, riuscendo a ribaltare il punteggio in un finale di primo tempo incandescente. Prima Maximiliano Araujo al 44', lesto a ribadire in rete una palla vagante dopo un legno colpito da Darwin Nunez, e poi Agustin Canobbio in pieno recupero (45'+6'), hanno portato il punteggio sul 2-1, facendo presagire una ripresa in gestione per i sudamericani. Ma il calcio è imprevedibile, specialmente sotto la gestione di Bielsa, che predilige ritmi altissimi che spesso portano a cali di lucidità. Al 61', un'incomprensione macroscopica tra il difensore del Napoli Mathias Olivera e il portiere Muslera ha regalato il pallone del pareggio a Hugo Varela, che a porta vuota non ha fallito l'appuntamento con la gloria. Nonostante un forcing finale disperato, l'Uruguay non è riuscito a scardinare il muro eretto da Vozinha. Ora la Celeste si trova in una posizione delicatissima: nell'ultima giornata del gruppo H dovrà obbligatoriamente cercare la vittoria contro la Spagna per non subire l'umiliazione di un'eliminazione precoce. Al contrario, Capo Verde sogna a occhi aperti, consapevole che una vittoria contro l'Arabia Saudita potrebbe valere uno storico accesso agli ottavi di finale.

Pubblicato Lunedì, 22 Giugno 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 22 Giugno 2026

Marco P.

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