Samir Nasri sotto inchiesta: l'ex stella del calcio accusata di riciclaggio e narcotraffico

Dieci ore di interrogatorio a Parigi per l'ex Arsenal e City: al centro dell'indagine il locale XS e sospette evasioni fiscali smascherate dai delivery

Samir Nasri sotto inchiesta: l'ex stella del calcio accusata di riciclaggio e narcotraffico

Il panorama del calcio internazionale e la cronaca giudiziaria francese si intrecciano in un caso che sta scuotendo l'opinione pubblica in questo 2026. Samir Nasri, ex trequartista di talento purissimo che ha vestito le maglie di Marsiglia, Arsenal e Manchester City, si trova attualmente al centro di una tempesta legale di proporzioni straordinarie. Secondo quanto riportato dalle prime indiscrezioni trapelate attraverso Le Parisien, l'ex calciatore ha trascorso circa dieci ore in stato di fermo presso gli uffici della polizia giudiziaria di Parigi. L'indagine in corso non riguarda semplici irregolarità amministrative, ma delitti di estrema gravità che spaziano dall'importazione di sostanze stupefacenti all'associazione criminale, fino al riciclaggio di denaro nell'ambito di una banda organizzata.

Le autorità francesi, in particolare il reparto di ricerca e indagine finanziaria (BRIF), hanno concentrato le proprie attenzioni su una rete complessa di flussi di denaro che sembrerebbe collegare il mondo della movida parigina al narcotraffico internazionale. Al cuore dell'inchiesta figurano nomi di spicco della criminalità organizzata marsigliese, tra cui Karim Berrebouh, un noto trafficante di droga attualmente detenuto dal 2021, e Olivier Sabbah, considerato dagli inquirenti uno dei pilastri operativi per il riciclaggio dei proventi illeciti del clan Berrebouh. Il coinvolgimento di Samir Nasri sarebbe legato specificamente alla gestione finanziaria e alla partecipazione azionaria nel nightclub XS, situato a Ivry-sur-Seine, nel dipartimento della Val-de-Marne. L'ex giocatore era diventato uno dei soci principali della struttura intorno al 2016, e proprio quel locale sarebbe stato utilizzato, secondo l'ipotesi accusatoria, come lavatrice per ripulire il denaro sporco derivante dal traffico di droga.

La situazione per l'ex nazionale francese si è fatta tesa già a partire dalla fine di giugno, quando era stato oggetto di un primo provvedimento di custodia a Marsiglia. Sebbene in quell'occasione la misura fosse stata revocata in serata senza l'immediata formulazione di capi d'accusa, i nuovi elementi raccolti dalla polizia giudiziaria hanno portato a questo secondo, più lungo interrogatorio nella capitale. Gli inquirenti stanno cercando di determinare quanto Nasri fosse consapevole della provenienza dei capitali che transitavano attraverso le attività a lui riconducibili e quale fosse il suo reale grado di coinvolgimento nelle decisioni strategiche del gruppo criminale. La difesa dell'atleta punta sulla totale estraneità ai fatti, descrivendo Nasri come un investitore ignaro delle dinamiche oscure dei suoi partner d'affari, ma la mole di documenti al vaglio del BRIF suggerisce una rete di contatti molto più fitta di quanto inizialmente ipotizzato.

Oltre al fronte penale legato agli stupefacenti, Samir Nasri deve affrontare un'altra battaglia non meno insidiosa con il fisco francese. Sebbene l'ex calciatore dichiari ufficialmente di risiedere a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, per godere di un regime fiscale agevolato, le autorità di Parigi sostengono che la sua permanenza in Francia sia ben oltre i limiti consentiti per un non residente. Un'indagine pubblicata da Les Echos già nello scorso aprile aveva rivelato un dettaglio quasi grottesco che avrebbe incastrato l'ex stella del calcio: l'analisi dei dati di Deliveroo. Sembra infatti che Nasri abbia effettuato oltre 200 ordini di pasti a domicilio nell'arco di un anno con consegna presso un indirizzo parigino, una prova schiacciante che suggerisce una presenza stabile e continuativa sul suolo francese, configurando così una presunta evasione fiscale milionaria.

Il declino dell'immagine pubblica di Samir Nasri, un tempo soprannominato il "Petit Zizou" per le sue doti tecniche che ricordavano quelle di Zidane, appare oggi inevitabile. Se le accuse di riciclaggio in banda organizzata dovessero essere confermate in sede processuale, l'ex campione rischierebbe pene detentive pesantissime e il sequestro di gran parte del suo patrimonio. Questo caso riaccende i riflettori sulla vulnerabilità degli ex atleti di alto livello che, una volta terminata la carriera agonistica, si avventurano in investimenti rischiosi o si circondano di figure ambigue nel tentativo di mantenere uno stile di vita faraonico. La Francia resta in attesa di ulteriori sviluppi, mentre il pool di magistrati coordinato dalla procura di Parigi continua a scavare nei conti della XS e nei legami tra il jet-set e la malavita di Marsiglia, in un'inchiesta che promette di rivelare ancora molti segreti sommersi.

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Pubblicato Venerdì, 10 Luglio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 10 Luglio 2026

Marco P.

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