Zampolli e il sogno Mondiale: L'Italia ha oltre il 50% di possibilità di ripescaggio

L'inviato speciale di Trump insiste sull'esclusione dell'Iran e annuncia un incontro decisivo con Gianni Infantino a Miami.

Zampolli e il sogno Mondiale: L'Italia ha oltre il 50% di possibilità di ripescaggio

Il panorama sportivo internazionale è stato recentemente scosso da una dichiarazione che ha riacceso le speranze, seppur tra mille interrogativi, di milioni di tifosi azzurri. Paolo Zampolli, figura di spicco e inviato speciale dell’amministrazione guidata da Donald Trump, ha lanciato una suggestione che definire clamorosa sarebbe riduttivo: il possibile ripescaggio della Nazionale Italiana per i Mondiali 2026. Secondo Zampolli, le probabilità che l’Italia possa effettivamente volare negli Stati Uniti, in Canada e in Messico supererebbero oggi il 50%. Questa audace previsione nasce dalla volontà politica di escludere l’Iran dalla competizione, citando ragioni di sicurezza nazionale, instabilità geopolitica e complessità insormontabili legate al rilascio dei visti d’ingresso.

L’annuncio è arrivato in modo ufficiale durante un intervento alla trasmissione “La Politica nel Pallone”, condotta da Emilio Mancuso su Rai Gr Parlamento il 27 aprile 2026. Zampolli ha confermato che la questione non è più solo una provocazione giornalistica, ma sarà portata direttamente ai massimi vertici del calcio mondiale. È infatti previsto un incontro cruciale a Miami, in occasione del Gran Premio di Formula 1, dove l’inviato di Trump avrà un colloquio riservato con Gianni Infantino, presidente della FIFA. L’argomento centrale sarà proprio la sostituzione della selezione iraniana, la cui partecipazione è messa in discussione a causa del perdurare dello stato di guerra e delle restrizioni diplomatiche che rendono quasi impossibile la gestione logistica degli atleti e delle delegazioni nel territorio americano.

Secondo Zampolli, un Mondiale ospitato prevalentemente dagli Stati Uniti non può e non deve fare a meno dell’Italia, sia per ragioni di prestigio sportivo che per il peso economico e culturale che la tifoseria italiana esercita oltreoceano. La tesi sostenuta dall’inviato speciale è che la FIFA debba garantire la massima sicurezza e il regolare svolgimento dell’evento, condizioni che al momento la presenza dell’Iran parrebbe non assicurare a causa delle tensioni internazionali. La proposta di Zampolli non riguarda solo il merito sportivo, ma si inserisce in una visione più ampia di gestione dei grandi eventi sotto l’egida dell’amministrazione Trump, la quale preme per avere partner internazionali stabili e benvenuti sul suolo statunitense.

Nonostante l’entusiasmo di Zampolli, la strada verso il ripescaggio resta in salita. Al momento, l’amministrazione centrale degli Stati Uniti ha mantenuto un profilo cauto, dichiarando che la proposta non è stata ancora formalmente oggetto di valutazione ufficiale da parte del Dipartimento di Stato. Tuttavia, l’insistenza dell’inviato speciale suggerisce l’esistenza di un canale di comunicazione attivo e di una forte volontà politica. Zampolli ha ribadito che il problema dei visti è concreto: non si vogliono accogliere delegazioni che potrebbero rappresentare un rischio o che non sono considerate benvenute nel clima politico attuale. La decisione finale, secondo le parole dell’inviato, spetterà a un asse decisionale composto da Infantino e dallo stesso Trump, sottolineando il legame sempre più stretto tra politica globale e sport di alto livello.

L’ipotesi che l’Italia possa essere ripescata come prima nazione esclusa nel ranking mondiale non è nuova, ma assume oggi una forza diversa grazie all’intermediazione diretta di una figura vicina alla Casa Bianca. Le prossime tappe saranno fondamentali: il weekend del Gran Premio di Miami diventerà il centro del mondo non solo per la velocità, ma per le sorti della Nazionale Italiana. Se la FIFA dovesse realmente procedere con l’esclusione dell’Iran, i criteri di sostituzione verrebbero analizzati dal comitato esecutivo, dove il peso degli organizzatori americani sarà determinante. Per i tifosi italiani, reduci da delusioni cocenti, si riapre uno spiraglio di luce inatteso, legato a una complessa trama di diplomazia, sicurezza e opportunità economica che potrebbe riportare gli azzurri sul palcoscenico più importante del mondo nel 2026.

Pubblicato Lunedì, 27 Aprile 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 27 Aprile 2026

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