Dopo un Gran Premio di Thailandia a Buriram che ha visto Ducati lontana dalle posizioni di vertice, il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall'Igna, ha condiviso le sue riflessioni sulla performance del team. In un post sul suo profilo LinkedIn, Dall'Igna ha riconosciuto le difficoltà incontrate e delineato i piani per il futuro.
"Congratulazioni ai nostri avversari che si sono affermati con pieno merito," ha esordito Dall'Igna, riconoscendo la competitività degli altri team. Ha poi aggiunto: "La loro competitività non sorprende; l’abbiamo constatata in particolare nelle fasi finali della scorsa stagione e ancor di più durante i test pre-stagionali." Dall'Igna ha sottolineato come la mancata presenza di Ducati sul podio dopo 88 gare consecutive e l'assenza dalla top five in 102 GP rappresentino un campanello d'allarme. "Questo indica che dobbiamo colmare rapidamente il divario, ma ne siamo al corrente senza farci prendere dal panico".
Il GP Thailandese è stato particolarmente difficile per i piloti ufficiali Ducati. Pecco Bagnaia ha concluso la gara al nono posto, mentre il miglior ducatista è stato Fabio Di Giannantonio, che ha tagliato il traguardo in sesta posizione. Dall'Igna ha descritto questo momento come "un ciclo naturale", spiegando che "un calo di prestazioni può verificarsi, soprattutto dopo un periodo così lungo di successi duraturi".
Guardando al futuro, Dall'Igna ha dichiarato: "I nostri sforzi ora sono rivolti all’analisi dei dati e all’introduzione di perfezionamenti di set up nelle prossime gare, per garantire che i nostri piloti possano essere più competitivi". Ha poi aggiunto: "C’è sicuramente del lavoro da fare, ma siamo ben consapevoli che questa è stata solo la prima gara della stagione. Il calendario è lungo e presenta piste diverse. Avremo un’idea precisa della nostra posizione rispetto alla concorrenza solo dopo i prossimi GP".
Un commento è stato riservato anche a Marc Marquez, che corre con una Ducati del team Gresini Racing: "E’ stato un GP che sapevamo di dover gestire con intelligenza. E Marc lo stava facendo, mettendoci tutta la testa e il cuore. Tuttavia, è stato davvero sfortunato: prima nella Sprint Race, dove una decisione discutibile dei Commissari Sportivi FMI MotoGP gli è costata la vittoria, e poi nel GP stesso dove, nonostante qualche difficoltà, il podio era a portata di mano prima di essere costretto al ritiro”. Il riferimento è alla penalizzazione inflitta a Marquez durante la Sprint Race per un contatto con Jorge Martin, decisione che ha suscitato diverse polemiche nel paddock.
La stagione MotoGP 2024 è solo all'inizio, e Ducati, forte dei suoi successi passati, è determinata a reagire e a tornare a competere per le posizioni di vertice. Le prossime gare saranno cruciali per valutare i progressi compiuti e per capire se le modifiche apportate alle moto e al set-up saranno sufficienti per colmare il divario con gli avversari.

