Il fine settimana del Gran Premio d'Italia si è aperto sotto il cielo variabile della Toscana, regalando una prima sessione di prove libere intensa e ricca di spunti tecnici sul leggendario tracciato del Mugello. L'atmosfera che si respira tra le colline di Scarperia è, come sempre, elettrizzante, specialmente in questo 2026 che vede il motociclismo italiano protagonista assoluto. Ad imporsi nel primo turno è stato un magistrale Fabio Di Giannantonio, che sembra voler dare continuità allo straordinario successo ottenuto soltanto due settimane fa nel Gran Premio di Catalogna. Il pilota romano, punta di diamante del team Pertamina Enduro VR46, ha dimostrato una confidenza immediata con la sua Ducati, fermando il cronometro su un ottimo 1'46"242.
La sessione è iniziata con condizioni d'asfalto insidiose, a causa della pioggia caduta durante la notte che ha lasciato diverse chiazze di umidità lungo i 5.245 metri del circuito. Tuttavia, la pista si è asciugata rapidamente, permettendo ai piloti di montare le gomme slick già nella fase centrale del turno. Di Giannantonio, attualmente terzo nella classifica del Campionato Mondiale, ha sfruttato al meglio una gomma media nuova al posteriore nei minuti conclusivi, scavando un solco di ben 369 millesimi rispetto alla concorrenza. La sua guida è apparsa fluida e precisa, specialmente nei cambi di direzione delle Biondetti, confermando che il pacchetto tecnico della squadra di Valentino Rossi è attualmente uno dei più equilibrati del lotto.
Alle spalle del leader si è piazzato Jorge Martin, che con la sua Aprilia ufficiale ha cercato di rispondere colpo su colpo. Lo spagnolo ha vissuto un momento di alta tensione proprio nel finale, quando è incappato in un lungo nella ghiaia tra la Materassi e la Borgo San Lorenzo, riuscendo però a controllare la moto ed evitare la caduta. La casa di Noale si conferma comunque in grande spolvero, occupando anche la terza posizione con Ai Ogura. Il pilota giapponese, in sella alla RS-GP del team Trackhouse Racing, ha sfoggiato per l'occasione l'iconica livrea Gulf, un tributo storico che sembra avergli dato una spinta extra, permettendogli di chiudere a soli 14 millesimi dalla quarta piazza occupata da un redivivo Maverick Vinales.
Proprio Vinales rappresenta una delle note più liete della mattinata. Il pilota della KTM sembra aver finalmente smaltito i postumi dell'infortunio alla spalla sinistra che lo aveva condizionato nelle ultime uscite, mostrandosi aggressivo e costante nei tempi. Alle sue spalle si è issato Jack Miller, che con la Yamaha del team Prima Pramac Racing ha beneficiato di un set di gomme nuove nel finale per risalire la china. La partnership tra la casa di Iwata e la struttura di Paolo Campinoti continua a mostrare progressi incoraggianti, con l'australiano capace di mettersi dietro la KTM del giovane talento Pedro Acosta. Lo spagnolo, dal canto suo, non ha nascosto le proprie ambizioni velocistiche, dichiarando di voler puntare al record storico di velocità massima fissato a 366 km/h proprio sul rettilineo del Mugello.
Un capitolo a parte merita la prestazione di Fermin Aldeguer. Il giovane pilota spagnolo del team Gresini Racing ha chiuso in settima posizione, ma il suo tempo di 1'46"916 assume un valore specifico altissimo poiché ottenuto mantenendo le stesse gomme per l'intera durata della sessione. Questa gestione del degrado degli pneumatici suggerisce che Aldeguer possa essere uno dei candidati più seri per il podio nella gara di domenica. Subito dietro di lui troviamo il campione in carica Pecco Bagnaia. Il pilota della Ducati ufficiale ha vissuto una sessione agrodolce: veloce e consistente sin dai primi passaggi con gomme usate, è però incappato in una scivolata alla San Donato proprio mentre stava forzando il ritmo. Dopo un lungo in staccata, Bagnaia ha perso l'anteriore della sua GP26 nel tentativo di rientrare in traiettoria, fortunatamente senza riportare alcuna conseguenza fisica.
Più attardati gli altri protagonisti attesi. Marco Bezzecchi ha chiuso al quattordicesimo posto, preferendo concentrarsi sul setup per la distanza di gara piuttosto che sulla ricerca del tempo sul giro secco. Subito dietro di lui, in quindicesima posizione, si è piazzato un Marc Marquez particolarmente prudente. L'otto volte campione del mondo ha lavorato molto sull'elettronica, evitando rischi inutili su un asfalto non ancora perfettamente gommato. La sensazione è che il fuoriclasse di Cervera stia nascondendo le proprie carte in vista delle qualifiche di domani, consapevole che al Mugello la strategia e la gestione delle scie giocano un ruolo fondamentale.
In conclusione, queste Libere 1 hanno delineato una gerarchia provvisoria ma indicativa. Se Di Giannantonio e le Aprilia sembrano avere un piccolo vantaggio in termini di esplosività, il ritmo mostrato da Bagnaia e Aldeguer con gomme usate preannuncia una battaglia strategica di altissimo livello. Con le temperature previste in aumento per il pomeriggio, la seconda sessione sarà cruciale per definire i dieci piloti che accederanno direttamente alla Q2, in un weekend che promette di essere uno dei più spettacolari dell'intera stagione motoristica in Italia.

