Il mondo della MotoGP è ancora scosso dalle polemiche successive al Gran Premio della Thailandia, in particolare per la sanzione inflitta a Marc Marquez durante la Sprint Race. La Ducati, inizialmente cauta, ha ora inasprito i toni, con dichiarazioni che mettono in discussione la decisione dei commissari sportivi. La penalità, che ha privato Marquez della vittoria a Buriram, continua a far discutere appassionati e addetti ai lavori.
Inizialmente, la Ducati aveva adottato una linea di comunicazione neutrale, accettando la decisione pur non condividendola. Tuttavia, a distanza di giorni, sia Gigi Dall'Igna, direttore generale di Ducati Corse, che lo stesso Marc Marquez hanno espresso pubblicamente il loro dissenso in modo più marcato. Questo cambio di rotta suggerisce una profonda insoddisfazione interna per un episodio che ha avuto un impatto significativo sul risultato della gara.
Durante la Sprint di Buriram, Pedro Acosta aveva ingaggiato un duello serrato con Marquez, culminato con un sorpasso all'ultima curva del penultimo giro. In questa fase concitata, Acosta ha toccato la pedana di Marquez, un contatto che, secondo la direzione gara, ha portato il pilota spagnolo a spingere fuori pista il suo avversario. La sanzione immediata è stata la restituzione della posizione, ma Marquez non ha ricevuto la notifica in tempo utile per reagire e tentare un nuovo sorpasso.
Dopo la gara, Marquez aveva dichiarato di accettare la decisione, pur sottolineando di attenersi alle regole stabilite dai commissari. Tuttavia, le successive dichiarazioni di Dall'Igna hanno aperto un nuovo fronte di polemica. Nel suo riassunto del Gran Premio pubblicato su LinkedIn, Dall'Igna ha definito la sanzione una "decisione discutibile", evidenziando come avesse privato Marquez di una vittoria meritata. Ha poi aggiunto: "era un GP che sapevamo di dover gestire con intelligenza. Marc stava facendo proprio questo, mettendoci tutta la sua mente e il suo cuore. Tuttavia, è stato davvero sfortunato: prima nella Sprint, dove una decisione discutibile dei commissari gli è costata la vittoria". Dall'Igna ha inoltre menzionato le difficoltà incontrate nella gara principale, dove un problema alla gomma posteriore ha costretto Marquez al ritiro, precludendogli la possibilità di lottare per il podio.
Anche Marquez, durante un evento con uno sponsor, ha affrontato la questione, ammettendo che la gara era stata difficile e che aveva dovuto difendersi dagli attacchi degli avversari. Ha poi ribadito di aver dovuto rispettare la sanzione, ma ha anche sottolineato come, nel motociclismo, il livello di aggressività aumenti notevolmente negli ultimi giri, spingendo i piloti a difendersi con ogni mezzo. "Se i commissari fissano il limite in un punto, dobbiamo adattarci. Ovviamente era un'azione al limite. Si poteva sanzionare? Sì? No? Chi è coinvolto dirà sempre di no e l'altro forse dirà di sì", ha commentato Marquez.
Questa presa di posizione più decisa da parte di Ducati e Marquez potrebbe avere diverse implicazioni. In primo luogo, potrebbe influenzare il clima all'interno del team, rafforzando il legame tra il pilota e la squadra. In secondo luogo, potrebbe spingere la MotoGP a rivedere i criteri di giudizio delle manovre al limite, cercando di trovare un equilibrio tra sicurezza e spettacolo. Infine, questa vicenda potrebbe accendere ulteriormente la rivalità tra Marquez e Acosta, due piloti destinati a essere protagonisti del campionato nelle prossime stagioni. Resta da vedere come si evolverà la situazione e quali saranno le conseguenze di questa controversa decisione.

