Il noto produttore cinese di computer ed elettronica Chuwi è al centro di una controversia per presunta sostituzione di componenti nei suoi notebook CoreBook X. L'azienda è accusata di aver commercializzato i dispositivi con processori diversi da quelli pubblicizzati, nello specifico, montando modelli più datati rispetto a quelli dichiarati nelle specifiche tecniche.
La vicenda è emersa in seguito alle numerose segnalazioni degli utenti del CoreBook X, che hanno espresso il loro disappunto su piattaforme come Reddit. Le lamentele hanno attirato l'attenzione dei media specializzati, che hanno iniziato a indagare sulla questione.
Di fronte alle accuse, Chuwi non ha rilasciato dichiarazioni definitive, né ammettendo né smentendo le contestazioni. L'azienda si è limitata a menzionare possibili variazioni tra diversi lotti di produzione, affermando di non avere controllo sulle scorte residue dei CoreBook X. Tuttavia, ha assicurato di prendere la questione seriamente e di aver avviato un'indagine interna per accertare l'accaduto.
L'accusa principale rivolta a Chuwi è di aver manipolato i dati relativi al processore a livello di firmware BIOS e sistema operativo, al fine di mascherare le reali informazioni sul chip utilizzato nei notebook CoreBook X. In pratica, il sistema mostrerebbe un processore diverso da quello effettivamente presente all'interno del dispositivo.
Secondo quanto riportato, il firmware del CoreBook X, Windows e persino strumenti di diagnostica come CPU-Z e HWiNFO64, indicherebbero la presenza di una CPU Ryzen 5 7430U con codice OPN 100-000000943, lo stesso chip pubblicizzato nelle campagne marketing del notebook. Tuttavia, i giornalisti di Notebookcheck, che hanno smontato il laptop durante i loro test, avrebbero scoperto un processore Ryzen con codice OPN 100-000000375, corrispondente al più vecchio Ryzen 5 5500U.
Il Ryzen 5 7430U (serie Barcelo-R) è un processore a sei core e dodici thread con architettura Zen 3. Il Ryzen 5 5500U (serie Lucienne) ha la stessa configurazione di core, ma utilizza la precedente generazione di architettura Zen 2. Inoltre, il Ryzen 5 7430U offre una cache L3 doppia (16 MB contro 8 MB del Ryzen 5 5500U) e una frequenza di clock superiore (4,3 GHz contro 4,0 GHz).
Una delle ragioni per cui l'inganno potrebbe essere passato inosservato è la somiglianza tra le specifiche dei due processori. Le differenze, seppur significative in termini di prestazioni, potrebbero non essere immediatamente evidenti per gli utenti meno esperti. Le analisi di Notebookcheck hanno evidenziato la cache L3 ridotta e le frequenze di clock inferiori del processore installato rispetto a quelle dichiarate per il Ryzen 5 7430U. Tuttavia, tali discrepanze potrebbero essere facilmente trascurate senza un'attenta verifica.
La reazione di Chuwi, che ha fatto riferimento a diversi lotti di produzione e a non meglio specificate scorte residue, sembra volta a minimizzare i danni reputazionali. Tuttavia, l'intera vicenda solleva interrogativi sulla correttezza delle pratiche commerciali dell'azienda. La manipolazione dei dati relativi al processore, infatti, appare come un'operazione complessa e deliberata, difficilmente riconducibile a un semplice errore. Il tentativo di occultare le discrepanze, inoltre, aggrava ulteriormente la posizione di Chuwi.
Il portale Tom's Hardware ha fatto notare come la pagina web del CoreBook X 7430U sul sito di Chuwi mostri ancora la dicitura relativa al processore Ryzen 5 7430U, mentre la nuova pagina del prodotto pubblicizza il laptop come CoreBook X Ryzen 5, pur mantenendo l'URL originale. Inoltre, l'azienda ha modificato la descrizione delle caratteristiche del chip, menzionando un Ryzen 5 a sei core e dodici thread con frequenza fino a 4,3 GHz, senza specificare il modello 7430U, ma indicandone comunque la frequenza di clock in modalità boost.
Tom's Hardware sottolinea che, in situazioni di carenza di componenti, i produttori potrebbero trovarsi nella necessità di sostituire i componenti originali. Tuttavia, in questi casi, è fondamentale informare i clienti in modo trasparente. Ingannare i consumatori è una pratica inaccettabile che rischia di compromettere la reputazione del marchio e di minare la fiducia dei clienti, che potrebbero interrogarsi sull'affidabilità anche degli altri prodotti Chuwi.

