La Trapani Shark è stata clamorosamente esclusa dal campionato italiano di basket. La sentenza, emessa dalla giustizia sportiva in seguito alla riunione della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), ha scosso il mondo del basket italiano. Oltre all'esclusione dal campionato per la stagione 2025-2026, la società siciliana è stata sanzionata con una multa di ben 600mila euro. Anche il presidente e proprietario, Valerio Antonini, è stato colpito da una pesante sanzione: un'inibizione di tre mesi, che si aggiunge ai due anni già comminati la settimana precedente a causa della rinuncia alla trasferta di Bologna.
La decisione della FIP comporta anche lo svincolo immediato di tutti gli atleti sotto contratto con la Trapani Shark. Un vero e proprio terremoto sportivo che lascia l'amaro in bocca ai tifosi e agli appassionati di basket.
Le motivazioni ufficiali, contenute nella nota diffusa dalla Federbasket, sono molto severe. Il Giudice Sportivo Nazionale ha decretato l'esclusione della Trapani Shark dalla partecipazione al campionato di Serie A per la stagione sportiva 2025-2026, pur conservando il diritto di iscriversi ai campionati Senior a libera partecipazione. Sono state inoltre annullate tutte le partite disputate fino a questo momento dalla squadra siciliana, come previsto dall'articolo 17, comma 3, del Regolamento Esecutivo Gare. La sanzione pecuniaria di 600.000 euro, pari a dodici volte quella prevista per la prima rinuncia, è stata applicata in base all'articolo 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia.
La giustizia sportiva ha inoltre inibito per tre mesi il legale rappresentante pro tempore, Valerio Antonini, ai sensi dell'articolo 44 del Regolamento di Giustizia. Gli atti sono stati trasmessi all'Ufficio Tesseramento per lo svincolo degli atleti Senior e al Comitato Nazionale Allenatori per l'annullamento dei tesseramenti CNA, in conformità agli articoli 18 e 19 del regolamento Esecutivo Tesseramento e all'articolo 56, comma 3, del Regolamento di Giustizia. Infine, la Procura Federale è stata incaricata di effettuare eventuali accertamenti di competenza.
Questa vicenda solleva numerosi interrogativi sul futuro del basket a Trapani e sulle responsabilità della dirigenza. La rinuncia alla trasferta di Bologna aveva già destato forti sospetti e ora la decisione della FIP sembra confermare una situazione di grave irregolarità. Resta da capire quali saranno le prossime mosse della società e se ci saranno ulteriori sviluppi legali. Quel che è certo è che questa esclusione rappresenta un duro colpo per l'immagine del basket italiano e per i tifosi trapanesi, che vedono sfumare le proprie speranze di competere ai massimi livelli.
La vicenda della Trapani Shark mette in luce la necessità di controlli più rigorosi sulla gestione economica delle società sportive, al fine di garantire la regolarità dei campionati e tutelare gli interessi dei giocatori e dei tifosi. La FIP dovrà fare tesoro di questa esperienza per rafforzare i meccanismi di controllo e prevenire il ripetersi di situazioni simili in futuro. Il mondo del basket, e dello sport in generale, ha bisogno di trasparenza e correttezza per mantenere intatta la propria credibilità e continuare ad appassionare milioni di persone.

