Allo Stadio Ennio Tardini, la Roma guidata da Gian Piero Gasperini ha vissuto una vera e propria montagna russa di emozioni, strappando tre punti vitali per la corsa verso la Champions League in un finale che definire romanzesco sarebbe riduttivo. La sfida contro un Parma mai domo e tatticamente impeccabile si è conclusa con un rocambolesco 2-3, deciso da una doppietta di un monumentale Donyell Malen, capace di freddare i padroni di casa al novantottesimo minuto su un calcio di rigore pesantissimo, arrivato dopo una girandola di gol e ribaltamenti di fronte che hanno tenuto il pubblico con il fiato sospeso per oltre cento minuti di gioco effettivo.
La gara si era aperta con un dominio territoriale netto della Roma, che fin dai primi minuti ha cercato di imporre il proprio ritmo attraverso il possesso palla e le invenzioni dei suoi talenti offensivi. Già all'ottavo minuto, i giallorossi avevano assaporato il vantaggio con Donyell Malen, ma la gioia era stata strozzata in gola dalla segnalazione di un fuorigioco millimetrico. Nonostante il contraccolpo psicologico, la squadra di Gian Piero Gasperini ha continuato a macinare gioco, trascinata da un Paulo Dybala in formato mondiale. La rete dello 0-1 è arrivata al ventiduesimo minuto, frutto di una splendida azione corale: Manu Koné ha recuperato un pallone prezioso sulla mediana, servendo prontamente la Joya che, con un tocco vellutato, ha innescato Malen per il filtrante vincente che ha trafitto Zion Suzuki.
Il Parma, tuttavia, ha confermato di essere una squadra letale nelle ripartenze, non scomponendosi davanti allo svantaggio. Dopo aver rischiato di subire il raddoppio per mano di Matías Soulé, i ducali hanno trovato nuova linfa nella ripresa. Al quarantottesimo minuto, un errore banale in fase di disimpegno da parte di Mario Hermoso ha spalancato la prateria per Nicolussi Caviglia, bravo a pescare Gabriel Strefezza in area: l'esterno non ha sbagliato, siglando l'1-1. Da quel momento la partita è diventata una battaglia tattica e nervosa, con la Roma a trazione anteriore e il Parma pronto a pungere in contropiede. Gli emiliani si sono visti annullare un gol a Pellegrino, mentre Suzuki si superava ancora su Malen, mantenendo il punteggio in equilibrio fino agli ultimi concitati istanti.
Quando il cronometro segnava l'ottantasettesimo minuto, il dramma sportivo sembrava compiersi per i giallorossi: Mandela Keita si è inventato una giocata d'autore, saltando secco il proprio marcatore e depositando in rete il pallone del 2-1 per il Parma. Con lo spettro di una sconfitta che avrebbe compromesso i piani europei, Gian Piero Gasperini ha gettato nella mischia ogni risorsa offensiva disponibile. Nei tredici minuti di recupero concessi dal direttore di gara, è successo l'impossibile. Al novantatreesimo, il difensore Devyne Rensch si è proiettato in avanti trovando la zampata del pareggio su una palla vagante in area di rigore. Ma non era finita qui: al novantaseiesimo, un contatto proibito su Malen ha portato l'arbitro a consultare il VAR, assegnando il penalty e decretando l'espulsione di Britschgi per doppia ammonizione.
Dal dischetto, con una freddezza glaciale al novantottesimo minuto, Donyell Malen ha firmato la sua doppietta personale e il definitivo 3-2, scatenando il delirio nel settore ospiti. Questa vittoria proietta la Roma a quota 67 punti, agganciando il Milan al quarto posto e portandosi a una sola lunghezza dalla Juventus terza. In un campionato dove anche il Como sta stupendo tutti restando a ridosso delle grandi, ogni punto diventa fondamentale. La gestione dei momenti critici e la capacità di reagire nei minuti di recupero dimostrano come la cura Gasperini stia dando i frutti sperati, trasformando la formazione capitolina in una vera e propria corazzata mentale capace di sognare in grande per questo finale di stagione.

