Il cammino europeo della Juventus vive una notte di chiaroscuri nella magica cornice dello Stadium di Torino, dove i bianconeri non riescono ad andare oltre un pareggio per 2-2 contro un Rennes solido e mai domo. La sfida, andata in scena gioved 22 ottobre 2026, portava con sé un carico di aspettative altissimo, specialmente dopo la recente e dolorosa sconfitta in campionato contro la Lazio. La squadra di Luciano Spalletti cercava una risposta d'orgoglio per consolidare la propria posizione nella League Phase di Europa League, ma ha trovato sulla sua strada una compagine francese organizzata magistralmente da Haise.
L'inizio del match è stato folgorante per i padroni di casa, capaci di sbloccare il risultato dopo soli cinque minuti di gioco. La manovra bianconera è apparsa fluida sin dai primi tocchi, culminando in un'azione da manuale: il talento tedesco Nick Woltemade, schierato titolare per dare peso all'attacco, ha servito un pallone filtrante millimetrico per l'inserimento di Zeki Celik. L'esterno turco, scattato sul filo del fuorigioco, ha controllato con freddezza e ha trafitto il portiere Brice Samba, facendo esplodere la gioia dei tifosi della Vecchia Signora. Sembrava il preludio a una serata trionfale, ma il Rennes ha dimostrato di avere la pelle dura, reagendo con veemenza e sfruttando le amnesie difensive dei bianconeri.
Al 15', la doccia fredda: un'azione insistita sulla fascia ha permesso a Reynolds di pennellare un cross perfetto per la sponda aerea che ha liberato Al-Tamari. L'attaccante giordano è stato il più lesto di tutti a battere Guglielmo Vicario da posizione ravvicinata, siglando l'1-1. La Juventus ha provato immediatamente a riportarsi in avanti, schiacciando i francesi nella propria trequarti. Le occasioni più ghiotte sono capitate sui piedi di Federico Gatti e Weston McKennie, ma uno strepitoso Samba ha abbassato la saracinesca con due interventi prodigiosi. Su quello del centrocampista americano, la palla è carambolata anche sul palo, sebbene l'azione fosse stata viziata da una posizione irregolare segnalata poco dopo.
Il finale della prima frazione è stato segnato da un episodio controverso: al 41', su una conclusione dalla distanza del Rennes, il centrocampista Douglas Luiz ha intercettato il pallone con la mano all'interno dell'area di rigore. L'arbitro danese Mads-Kristoffer Kristoffersen non ha avuto dubbi, assegnando il penalty ai francesi. Dagli undici metri si è presentato l'ex laziale Boulaye Dia, che con una freddezza glaciale ha spiazzato Vicario, portando gli ospiti sul 2-1 prima dell'intervallo. Una punizione severissima per una Juventus che, pur creando molto, ha pagato a caro prezzo ogni singola disattenzione.
Nella ripresa, il copione della gara non è cambiato drasticamente. La Juventus ha mantenuto il possesso palla, ma con ritmi troppo compassati per scardinare il muro eretto da Haise. Un brivido ha percorso la schiena degli spettatori quando Pierre Kalulu, dopo un violento scontro aereo con Nagida, è rimasto a terra per alcuni minuti, fortunatamente senza gravi conseguenze. La svolta per i bianconeri è arrivata al 65': un altro fallo di mano, questa volta nell'area francese, ha indotto il direttore di gara a fischiare il secondo rigore della serata. Sul dischetto è andato Nick Woltemade, che con una conclusione centrale e radente ha siglato il 2-2, confermandosi l'uomo più in forma della serata.
Il finale di gara è stato un vero e proprio assalto all'arma bianca. All'88', lo Stadium è tornato a vibrare per la rete di Jhon Lucumi, lesto a ribadire in rete una mischia furibonda nata da un cross di Nico Gonzalez. Tuttavia, la gioia è durata pochi istanti: richiamato dal VAR, l'arbitro ha visionato le immagini al monitor, rilevando una posizione di fuorigioco del difensore colombiano al momento del tocco precedente dell'esterno argentino. Gol annullato e risultato inchiodato sul pareggio. Nonostante l'ultimo tentativo disperato ancora con Woltemade, murato dalla difesa francese, il triplice fischio ha sancito un 2-2 che lascia l'amaro in bocca alla Juventus. Con questo punto, i bianconeri salgono a quota 7 nella classifica generale, mantenendo vive le speranze di qualificazione diretta agli ottavi, ma rimandando ancora una volta l'appuntamento con la continuità di risultati che Spalletti chiede con insistenza.

