Milan, l'Europa è un incubo: senza punte e senz'anima il progetto Amorim vacilla

Il tracollo di Bournemouth mette a nudo i limiti di un mercato incompleto: l'infortunio di Gonçalo Ramos espone il fallimento della gestione Camarda

Milan, l'Europa è un incubo: senza punte e senz'anima il progetto Amorim vacilla

Il risveglio del Milan all'indomani della trasferta inglese è di quelli che lasciano il segno, un misto di frustrazione e preoccupazione che agita i sogni dei tifosi rossoneri in questo autunno del 2026. La sconfitta per 3-0 rimediata sul campo del Bournemouth non è solo un risultato negativo nel tabellino della Europa League, ma rappresenta un vero e proprio campanello d'allarme per la tenuta strutturale della squadra guidata da Ruben Amorim. Come sottolineato dall'analisi di Matteo Dotto per SportMediaset in data 23 ottobre 2026, il club di via Aldo Rossi si trova oggi ad affrontare una crisi d'identità tattica che nasce da lontano, precisamente da una gestione del mercato estivo che oggi appare quantomeno lacunosa. Il Milan visto in Inghilterra è parso una squadra monca, priva di quel punto di riferimento offensivo capace di dare profondità e respiro alla manovra, specialmente dopo il pesante infortunio che ha tolto dai giochi Gonçalo Ramos.

La cronaca del match contro il Bournemouth racconta di un dominio territoriale e psicologico dei padroni di casa, capaci di approfittare di ogni minima sbavatura dei rossoneri. La serata è precipitata rapidamente a causa di episodi individuali che denotano una preoccupante mancanza di concentrazione. Il primo rigore, nato da una leggerezza di De Winter, ha mostrato una difesa statica e poco reattiva: il tocco di mano del difensore olandese sul colpo di testa di Evanilson è stato tanto ingenuo quanto decisivo. Ma il vero momento di rottura è arrivato con l'incredibile espulsione di Mike Maignan. Il portiere francese, solitamente baluardo di sicurezza, è caduto in una provocazione di Adams reagendo in modo scomposto: mani in faccia, cartellino rosso diretto e secondo penalty trasformato dagli inglesi. Da quel momento, con la squadra in dieci e sotto di due reti, la partita si è trasformata in un calvario senza fine, culminato nel definitivo 3-0.

L'aspetto più sconcertante della serata di Bournemouth è però l'assoluta inoffensività del Milan. È quasi surreale pensare che Michele Di Gregorio, ex portiere della Juventus oggi in forza al club inglese, abbia terminato la gara senza aver mai dovuto effettuare una parata degna di nota. Il portiere italiano è rimasto letteralmente con i guanti puliti, spettatore non pagante di una manovra rossonera sterile e prevedibile. Questo dato statistico è la condanna definitiva per le scelte di Ruben Amorim, che ha tentato l'esperimento di Cisse come terminale offensivo centrale. Il giovane talento, pur dotato di tecnica sopraffina, ha dimostrato di non possedere le caratteristiche fisiche per giocare spalle alla porta contro i rocciosi difensori della Premier League. Il fallimento dell'esperimento Cisse riporta prepotentemente d'attualità il caso di Francesco Camarda.

Il gioiellino classe 2008, l'astro nascente del calcio italiano, sembra non aver mai convinto pienamente il tecnico portoghese. Nonostante la sua stazza fisica e il fiuto del gol avrebbero potuto far comodo su un campo pesante e sotto la pioggia battente dell'Inghilterra, Camarda è rimasto ai margini della rotazione. Amorim pare legato alle sensazioni negative avute nella trasferta di Salisburgo, dove il giovane attaccante non aveva brillato, ma la domanda che rimbalza tra i corridoi di Milanello è lecita: se l'allenatore non ritiene Camarda pronto per certi palcoscenici, perché la società non ha investito su un vice-Ramos d'esperienza? Questa mancanza di alternative sta ora minando le ambizioni europee del club, che dopo tre partite si ritrova con soli tre punti in classifica, una media decisamente lontana dagli obiettivi dichiarati a settembre prima della sfida contro il Benfica.

Guardando al futuro prossimo, il calendario della Europa League offre al Milan una sponda per tentare la risalita, ma non sono ammessi ulteriori passi falsi. Giovedì 5 novembre a San Siro arriverà il Ferencvaros, una sfida che deve obbligatoriamente segnare la svolta. Successivamente, i rossoneri dovranno vedersela con il Sunderland e l'Ararat Erevan in casa, oltre alle insidiose trasferte in Grecia contro l'Olympiakos e a Sofia contro il Levski. Sono quindici punti potenziali che potrebbero ribaltare la situazione, a patto però che la dirigenza intervenga tempestivamente sul mercato di riparazione a gennaio per colmare quel vuoto lasciato da Gonçalo Ramos. La qualificazione resta ancora aperta, ma il Milan deve ritrovare la sua anima e, soprattutto, un centravanti capace di spaventare gli avversari, altrimenti il sogno di alzare il trofeo continentale resterà solo un lontano ricordo in questa tribolata stagione 2026. Fonte: SportMediaset.

Pubblicato Venerdì, 23 Ottobre 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 23 Ottobre 2026

Marco P.

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