La sessione estiva di calciomercato del giugno 2026 si apre sotto una luce di profonda riflessione in casa Juventus. Dopo una stagione caratterizzata da luci e ombre, la dirigenza bianconera ha scelto la via della continuità tecnica, confermando ufficialmente Luciano Spalletti in panchina e Damien Comolli nel ruolo di coordinatore dell'area sportiva. Tuttavia, la sfida che attende il duo è complessa: ricostruire una rosa competitiva senza poter contare sugli introiti garantiti dalla Champions League, una mancanza che impone una strategia basata sulla sostenibilità, ma anche sulla ricerca di leader carismatici capaci di colmare le lacune caratteriali emerse nell'ultimo anno. Il progetto per la stagione 2026/27 parte da un presupposto chiaro: serve esperienza immediata per sostenere il peso della maglia bianconera.
Nel cuore della mediana, il nome che sta infiammando le discussioni alla Continassa è quello di Koke. Il leggendario capitano dell'Atletico Madrid, simbolo vivente del 'cholismo', si trova a un bivio della sua carriera. Con un contratto in scadenza nel 2027 e un'età di 34 anni, lo spagnolo rappresenta l'occasione di mercato perfetta per una squadra che ha smarrito la propria bussola tattica. Luciano Spalletti vede in lui il perfetto equilibratore, un giocatore capace di gestire i tempi di gioco e di trasmettere quella mentalità vincente che sembra essere evaporata negli spogliatoi di Torino. Nonostante non sia più un profilo di prospettiva, Koke garantirebbe un rendimento immediato e una leadership silenziosa ma efficace, utile anche per la crescita dei giovani talenti presenti in rosa. La trattativa è ancora alle fasi embrionali, ma la volontà della Juventus di affondare il colpo è concreta, puntando su un indennizzo contenuto per strapparlo ai 'Colchoneros'.
Parallelamente, la questione più spinosa riguarda la difesa della porta. La fiducia in Michele Di Gregorio è ai minimi storici dopo una stagione in cui l'ex portiere del Monza non è riuscito a garantire la sicurezza necessaria nei momenti cruciali. Per questo motivo, la Juventus sta sondando profili di caratura mondiale. Il sogno proibito risponde al nome di Emiliano 'Dibu' Martinez. Il portiere dell'Argentina, fresco reduce da un trionfo in Europa League con l'Aston Villa, è considerato il profilo ideale per carisma e doti atletiche. Tuttavia, l'operazione si preannuncia complicata a causa dell'elevata valutazione del club inglese. Per questo motivo, rimangono vive le piste italiane: Alex Meret è un nome che torna prepotentemente di moda. Il portiere, che ha già condiviso la gioia dello scudetto con Luciano Spalletti ai tempi del Napoli, vedrebbe di buon occhio un trasferimento a Torino per rilanciarsi dopo alcune prestazioni opache. Anche Guglielmo Vicario resta sullo sfondo, qualora il suo futuro al Tottenham dovesse farsi incerto.
Non meno importante è il restyling del reparto offensivo. Il futuro di Dusan Vlahovic appare sempre più lontano dalla Juventus; l'attaccante serbo è al centro di numerose voci di mercato che lo vorrebbero verso la Premier League o la Liga. Per sostituirlo, la dirigenza bianconera sta lavorando intensamente sul ritorno di Randal Kolo Muani. L'attaccante francese, di proprietà del PSG, ha vissuto una stagione di transizione in prestito al Tottenham e ora cerca una destinazione definitiva dove poter esprimere tutto il suo potenziale. I rapporti tra la Juventus e i neo campioni d'Europa del PSG sono fluidi, e l'accordo potrebbe essere raggiunto sulla base di un prestito con obbligo di riscatto, permettendo a Luciano Spalletti di avere a disposizione una punta mobile, moderna e perfetta per il suo sistema di gioco basato sulle rotazioni e sull'attacco degli spazi.
In conclusione, la Juventus si prepara a un'estate di grandi manovre. La necessità di fare di necessità virtù, unita all'esigenza di tornare a vincere, sta spingendo il club verso scelte coraggiose. L'innesto di giocatori come Koke e potenzialmente Emiliano Martinez segnerebbe un cambio di rotta netto rispetto al passato recente, puntando su uomini abituati a gestire le pressioni dei grandi palcoscenici. Damien Comolli e Luciano Spalletti sanno che non c'è più spazio per errori: la rinascita bianconera passa inevitabilmente dalla capacità di mixare il talento emergente con una spina dorsale di veterani di alto livello, pronti a riportare la Juventus dove le compete, sia in Italia che in Europa.

