Rivoluzione VAR: Allenatori di Serie A spingono per il 'Challenge' a chiamata

Dopo le polemiche, cresce il supporto al VAR a chiamata: Palladino, Allegri e Spalletti favorevoli a un cambio di rotta per ridurre le interruzioni e responsabilizzare gli staff tecnici

Rivoluzione VAR: Allenatori di Serie A spingono per il 'Challenge' a chiamata

Le recenti polemiche arbitrali, culminate nel discusso episodio Bastoni-Kalulu, hanno riacceso il dibattito sull'efficacia e le problematiche del VAR nel calcio italiano. Un errore di comunicazione nel protocollo ha riportato in auge la proposta di introdurre il VAR a chiamata, una potenziale rivoluzione che mira a responsabilizzare maggiormente gli allenatori e a ridurre le interruzioni di gioco. Questa idea, già discussa nelle scorse settimane, sta guadagnando sempre più consensi tra le figure chiave del panorama calcistico.

Nelle ultime settimane, voci autorevoli si sono unite al coro di sostenitori del VAR a chiamata. Raffaele Palladino, allenatore del Monza, ha dichiarato: "Non saprei, cercherei di fare più per le cose oggettive, poi se ci sarà la possibilità la prenderei in considerazione". Anche Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, si è espresso sull'argomento: "Sul Var a chiamata ci sono i pro e i contro, anche lì, va studiata, non è che possiamo fare le cose buttate lì". Infine, Luciano Spalletti, ex allenatore del Napoli, ha affermato: "Non me ne intendo di queste cose, penso che il Var vada tenuto assolutamente, e che hanno ragione, si può utilizzare meglio".

Il modello del VAR a chiamata prevede la concessione di uno o due 'challenge' per tempo a ciascuna squadra, una dinamica già consolidata in altri sport. L'allenatore, assumendosi la responsabilità della chiamata, potrebbe richiedere una revisione video per episodi dubbi. In caso di decisione confermata a suo favore, manterrebbe il 'challenge' a disposizione, mentre in caso contrario lo perderebbe. L'obiettivo principale è restituire il potere decisionale al direttore di gara sul campo, relegando il VAR a un ruolo di supporto, come auspicato da Carlo Ancelotti già sette anni fa. Questo approccio mira a ridurre l'eccessiva dipendenza dalla sala VAR e a responsabilizzare maggiormente gli arbitri in campo.

Attualmente, la Serie C sta sperimentando il VAR a chiamata limitatamente a gol, rigori e fuorigioco. I primi riscontri sono incoraggianti, ma necessitano di ulteriori perfezionamenti. Palladino ha sottolineato come in Italia ci siano troppe chiamate rispetto ad altri paesi, causando eccessive interruzioni del gioco. Il VAR a chiamata potrebbe limitare tali interruzioni, ma alcuni ritengono che due 'challenge' per tempo potrebbero non essere sufficienti a coprire tutte le situazioni controverse di una partita, come evidenziato da Spalletti. Allegri, dal canto suo, invita alla prudenza, sottolineando l'importanza di testare a fondo le nuove regole prima di implementarle definitivamente.

Il vero nodo cruciale non è l'esistenza del VAR, ormai accettato come strumento di supporto all'arbitraggio, ma la sua applicazione. L'introduzione del VAR a chiamata rappresenterebbe una svolta significativa, in linea con lo spirito del gioco, responsabilizzando gli allenatori e riducendo le interruzioni eccessive. La discussione è aperta e il dibattito è destinato a infiammarsi ulteriormente nelle prossime settimane, mentre la FIGC valuta attentamente i pro e i contro di questa potenziale rivoluzione.

Pubblicato Martedì, 03 Marzo 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 03 Marzo 2026

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