L'atmosfera febbrile di New York ha fatto da cornice, nella giornata del 2 settembre 2026, a una delle imprese più sofferte, spettacolari e psicologicamente intense della carriera di Flavio Cobolli. Il tennista romano, che oggi occupa con merito la posizione numero 6 della classifica ATP, ha vissuto un esordio agli US Open 2026 che sembrava destinato a trasformarsi in un incubo sportivo, prima di mutare in una cavalcata trionfale verso il secondo turno. Il palcoscenico di Flushing Meadows ha tremato sotto i colpi dell'argentino Francisco Comesana, numero 119 del ranking mondiale, che per i primi due set ha letteralmente dominato il campo, lasciando Cobolli privo di risposte e visibilmente in difficoltà fisica e mentale.
L'inizio della partita è stato uno shock per i tifosi italiani accorsi a New York e per i milioni di spettatori collegati da casa. Comesana, giocatore solido e privo di timori reverenziali, ha approfittato di un Flavio Cobolli contratto, forse schiacciato dalle aspettative che derivano dall'essere uno dei grandi favoriti per la vittoria finale del torneo. Con un punteggio iniziale di 3-6 2-6, l'azzurro sembrava sull'orlo del baratro, incapace di trovare il ritmo sulla diagonale di rovescio e insolitamente falloso con il diritto, il suo colpo migliore. La tensione era palpabile nell'aria umida di Flushing Meadows, con il tennista romano che appariva quasi rassegnato a una clamorosa eliminazione prematura, un risultato che avrebbe scosso profondamente le gerarchie del tennis italiano in questo 2026.
Tuttavia, il tennis è uno sport dove la testa conta quanto il braccio, e Flavio Cobolli lo ha dimostrato nel modo più singolare possibile. Dopo il secondo set, l'azzurro ha richiesto un break per andare in bagno, un momento che si è rivelato la vera chiave di volta dell'intero incontro. Come ammesso dallo stesso atleta nelle interviste post-partita, la scelta non è stata solo fisiologica ma simbolica: "Sono andato in bagno ed è cambiato tutto. Forse quello che indossavo mi portava sfortuna, così mi sono cambiato completamente, togliendomi tutti i vestiti con cui avevo iniziato la partita. E ha funzionato". Questo rituale di purificazione, tipico dei grandi campioni che cercano di resettare la propria mente, ha dato i suoi frutti in modo quasi magico. Rientrato in campo con una nuova divisa e una nuova luce negli occhi, Cobolli ha iniziato a tessere la sua tela di rimonta.
Il terzo set ha visto un cambio di marcia immediato. L'azzurro ha alzato la percentuale di prime palle in campo e ha iniziato a spingere con maggiore convinzione, costringendo Francisco Comesana a correre da una parte all'altra del campo. Il parziale di 6-3 a favore di Cobolli ha riacceso le speranze e ha iniziato a incrinare le certezze dell'argentino, che fino a quel momento aveva giocato il tennis della vita. Nel quarto set, la battaglia è diventata ancora più fisica. Gli scambi si sono allungati e la resistenza atletica del numero 6 ATP ha iniziato a fare la differenza. Nonostante qualche momento di apprensione, Flavio Cobolli è riuscito a strappare il servizio all'avversario nel momento decisivo, chiudendo il set per 6-4 e trascinando la sfida al quinto e decisivo atto dopo oltre tre ore di gioco.
Il quinto set è stato un inno al sacrificio e alla resilienza. Entrambi i tennisti erano stremati dalla fatica e dal caldo torrido di New York, ma il divario tecnico e la maggiore abitudine di Cobolli a gestire i momenti di altissima pressione sono emersi chiaramente. Il match si è concluso dopo 4 ore e 13 minuti di pura agonia sportiva con il punteggio finale di 3-6 2-6 6-3 6-4 6-4. Al termine dell'ultimo punto, Cobolli è scoppiato in un urlo liberatorio, consapevole di aver evitato una sconfitta che sarebbe stata dolorosa. "Una partita di uno Slam non è mai finita e bisogna lottare fino all'ultimo punto", ha dichiarato con orgoglio, sottolineando quanto la maturità raggiunta in questo splendido 2026 sia stata fondamentale per non mollare.
Guardando avanti, il percorso di Flavio Cobolli agli US Open 2026 prosegue con una consapevolezza rinnovata. Il suo prossimo avversario uscirà dal match tra lo statunitense Nishesh Basavareddy e l'australiano Tristan Schoolkate, due avversari sulla carta abbordabili ma che, come dimostrato da Comesana, non vanno assolutamente sottovalutati in un contesto competitivo come quello di Flushing Meadows. La capacità di soffrire mostrata oggi dall'azzurro è il segnale più importante per il prosieguo del torneo: per vincere un trofeo così prestigioso, non basta il talento cristallino, serve la capacità di rigenerarsi anche quando tutto sembra perduto. Flavio Cobolli ha cambiato pelle, letteralmente e metaforicamente, e ora l'Italia del tennis può continuare a sognare in grande.

