L’atmosfera elettrizzante di New York ha accolto l’inizio degli US Open 2026, l’ultimo attesissimo appuntamento del Grande Slam stagionale. Per il tennis italiano, la giornata inaugurale ha regalato luci e ombre, ma soprattutto la conferma che i nostri portacolori sono pronti a dare battaglia su ogni superficie, nonostante le sfide del tabellone. Lorenzo Musetti, il talento carrarino che ha saputo incantare il mondo con il suo rovescio a una mano, ha bagnato l’esordio con una prestazione magistrale contro il britannico Fery. Nonostante quest’ultimo arrivasse da una semifinale storica nell’ultimo Wimbledon, l’azzurro ha mostrato una solidità mentale e fisica che mancava da tempo, chiudendo la pratica in poco più di due ore con il punteggio di 6-3, 6-3, 7-5. La testa di serie numero 13 del tabellone ha saputo gestire i momenti chiave del match con una maturità tattica impressionante, dimostrando di aver finalmente superato i problemi fisici che ne avevano condizionato il rendimento e la continuità negli ultimi mesi di competizioni.
Il match tra Musetti e Fery è iniziato con una fase di studio molto intensa sui campi di Flushing Meadows. Nel settimo gioco del primo set, l’azzurro ha alzato l’intensità della risposta, strappando il servizio all’avversario e involandosi verso la conquista del parziale. Il secondo set ha seguito un copione simile, con l’italiano capace di portarsi subito avanti sul 4-2. È stato in questo frangente che Lorenzo Musetti ha dato prova di una notevole crescita caratteriale: nel game successivo, ha dovuto fronteggiare quattro palle break consecutive, salvandole tutte con coraggio e precisione millimetrica, blindando di fatto il vantaggio. Il terzo set è stato il più combattuto e spettacolare, un vero e proprio ottovolante emozionale. Fery ha provato il tutto per tutto, portandosi avanti 2-0 e cercando di allungare la partita, ma la reazione del toscano è stata immediata e rabbiosa. Dopo essere tornato in vantaggio, l’azzurro ha subito un nuovo contro-break sul 5-5, prima di piazzare la zampata decisiva che ha sigillato l’incontro sul 7-5 finale. Questa vittoria non è solo un passaggio del turno, ma rappresenta una vera liberazione psicologica per un atleta che ha sofferto molto per la precarietà della propria condizione fisica recentemente.
Le dichiarazioni post-partita di Lorenzo Musetti hanno confermato quanto sia stato difficile il percorso di recupero. Il tennista ha parlato di quanta pazienza sia stata necessaria nella gestione degli infortuni, ammettendo che ripartire e fermarsi più volte è stato frustrante. Tuttavia, il lavoro svolto con il suo team a Montecarlo sembra aver dato i frutti sperati: la condizione atletica mostrata a New York è quella dei giorni migliori e il feeling con la palla sembra essere tornato ai livelli che lo avevano portato nella top 10 mondiale. Ora, il cammino di Musetti proseguirà contro la wild card australiana Dane Sweeny, un avversario insidioso che ha beneficiato del ritiro di Moutet nel primo turno. Sebbene sulla carta il carrarino sia favorito, l’attenzione dovrà restare massima per evitare cali di tensione in un torneo che non permette distrazioni.
Se il successo di Musetti ha portato gioia, la prestazione di Lorenzo Sonego contro Alexander Zverev ha suscitato un’ammirazione profonda, nonostante la sconfitta finale. Il 31enne torinese ha sfiorato quella che sarebbe stata l’impresa della carriera, trascinando il numero uno del mondo e del seeding in una battaglia epica durata quattro ore e cinquantacinque minuti. Il punteggio finale di 6-4, 3-6, 6-7(9), 7-5, 6-4 in favore del tedesco non rende pienamente giustizia all’eroismo di Sonego, che ha giocato alla pari con uno dei giganti assoluti del tennis moderno. Il match, disputato sotto i riflettori della Arthur Ashe Stadium, è destinato a rimanere negli annali di questa edizione. Il terzo, il quarto e il quinto set sono stati vere e proprie guerre d’attrito, durate ciascuna oltre un’ora di gioco effettivo, con scambi che hanno superato spesso i venti colpi.
Lorenzo Sonego ha vinto un terzo set incredibile, annullando diversi set point e chiudendo il tie-break per 11-9, scatenando l’entusiasmo del pubblico americano che ha adottato l’azzurro per la sua grinta inesauribile e il suo celebre spirito battagliero. Alexander Zverev, già finalista a New York nel 2020 e alla ricerca del suo primo titolo slam in questa stagione 2026, ha dovuto attingere a tutte le sue riserve di energia e alla sua esperienza per piegare la resistenza del torinese nel quinto set. Ogni game era una sfida di nervi, con Sonego che cercava costantemente di spingere con il dritto per togliere tempo al tedesco. Nonostante il risultato finale veda Zverev avanzare verso la sfida contro il francese Quentin Halys, il livello di gioco espresso da Sonego conferma la sua incredibile competitività ai massimi livelli mondiali, lasciando ben sperare per i prossimi impegni in Coppa Davis e per i tornei indoor di fine stagione. Il movimento tennistico italiano esce da questa giornata con la consapevolezza di possedere una profondità di talento e una forza d’animo che lo pongono stabilmente tra le eccellenze del panorama internazionale.

