Crollo dei produttori di chip in Asia dopo il voto negli Stati Uniti
Le borse di Corea del Sud, Giappone e Taiwan reagiscono con pesanti perdite ai timori di un cambio di rotta di Washington sul mercato dell'intelligenza artificiale.
Il successo dei Democratici nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti ha innescato un'ondata di vendite sui mercati asiatici dei semiconduttori nella giornata di venerdì 6 novembre. Le borse di Corea del Sud, Giappone e Taiwan hanno registrato cali significativi, riflettendo le crescenti preoccupazioni degli investitori per un possibile mutamento delle priorità politiche di Washington nel settore dell'intelligenza artificiale. Secondo quanto emerso dall'andamento dei mercati, il timore principale riguarda una potenziale riduzione della domanda di chip per l'IA e delle relative infrastrutture di supporto.
In Corea del Sud, il produttore di memorie SK Hynix ha subito un crollo superiore all'8%, mentre i titoli di Samsung Electronics hanno ceduto il 7% del loro valore. La flessione ha colpito duramente anche le aziende operanti nei segmenti tecnologici correlati: LG Innotek ha registrato una perdita del 10% e LG Display ha chiuso in calo del 7,7%. Questa tendenza negativa si è estesa rapidamente a tutto il comparto tecnologico regionale, alimentata dall'incertezza su come i futuri assetti politici statunitensi possano influenzare la crescita globale del settore.
Il mercato giapponese dei semiconduttori ha mostrato perdite ancora più marcate. Le azioni di Advantest sono crollate del 12,2%, seguite da SoftBank Group con un decremento dell'11,6%. Anche Tokyo Electron ha riportato una contrazione del 7,3%. Nel segmento della produzione di componenti, Kioxia Holdings ha segnato un calo del 10% e Renesas Electronics ha perso il 7,5%. Tali variazioni riflettono lo scetticismo degli operatori sulla stabilità delle commesse provenienti dagli Stati Uniti, mercato considerato cruciale per la sostenibilità dei produttori nipponici.
A Taiwan, il colosso TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) ha perso il 9,6% del proprio valore azionario in una sola seduta. Il ribasso ha travolto anche i principali attori dell'elettronica di consumo come Hon Hai Precision Industry, nota a livello globale con il marchio Foxconn, che ha registrato una flessione del 9,4%, mentre Foxconn Technology è scesa del 9,1%. Anche in Cina la situazione è apparsa critica: l'indice STAR Market, focalizzato sulle aziende ad alta tecnologia, e il ChiNext Artificial Intelligence Index hanno entrambi perso oltre il 4%.
Timothy Moe, capo stratega dei mercati azionari per l'area Asia-Pacifico presso Goldman Sachs, ha spiegato che la massiccia svendita è stata esacerbata dalla chiusura delle posizioni da parte degli investitori e dall'attivazione automatica degli ordini di stop-loss, che scattano quando i titoli scendono oltre un limite prestabilito. Moe ha inoltre rilevato che un'eventuale opposizione politica alla costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti potrebbe avere un impatto negativo diretto sulla domanda e sui profitti dei fornitori asiatici di hardware per l'intelligenza artificiale. L'instabilità del mercato rimane elevata mentre gli operatori analizzano le possibili implicazioni delle nuove strategie legislative americane.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 7 novembre 2026, 17:47 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.
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