Il mercato azionario reagisce in modo differente alla crisi delle RAM per Nintendo e Sony. Un'analisi approfondita pubblicata da Yahoo Japan cerca di fare luce sui motivi di questa divergenza, individuando tre fattori chiave che spiegano perché le azioni di Nintendo stanno soffrendo, mentre quelle di Sony rimangono stabili.
Il primo elemento riguarda la capacità di rassicurare il mercato. Sony ha comunicato di aver garantito una fornitura di memorie sufficiente per far fronte alla crisi, trasmettendo un senso di sicurezza agli investitori. Nintendo, al contrario, non ha fornito garanzie simili, generando incertezza sul suo futuro approvvigionamento.
La seconda motivazione risiede nella diversa struttura aziendale. Sony ha un business diversificato che include, oltre all'hardware, anche produzioni musicali e cinematografiche, limitando la sua dipendenza dal settore gaming. Nintendo, invece, è fortemente concentrata sui videogiochi e sulle vendite di Switch e della sua prossima console, Switch 2, che rappresentano una parte significativa del suo fatturato. Di conseguenza, l'aumento dei costi delle memorie incide direttamente sui margini di profitto di Nintendo, con il rischio di una riduzione delle entrate o di un aumento del prezzo di Nintendo Switch 2, previsto, secondo diverse indiscrezioni, per la prima metà del 2025. Questo timore ha spinto molti investitori a vendere le azioni, causando un calo del 33% in soli cinque mesi.
Il terzo fattore riguarda i servizi online. Sony può contare su PlayStation Plus, i cui abbonamenti generano circa il 20% dei ricavi di PlayStation, offrendo una fonte di entrate stabile e ricorrente. Nintendo Switch Online, invece, non genera incassi paragonabili, rendendo Nintendo più vulnerabile alle fluttuazioni del mercato hardware e software.
In sintesi, la maggiore diversificazione di Sony, la sua capacità di assicurare forniture di componenti e la presenza di un flusso di entrate derivante dai servizi online conferiscono all'azienda una maggiore stabilità rispetto a Nintendo, che dipende fortemente dalle vendite di hardware e software. Questa dipendenza rende Nintendo più sensibile alle variazioni dei costi di produzione e alle fluttuazioni del mercato, come dimostrato dalla recente crisi delle RAM. Resta da vedere come Nintendo affronterà questa sfida e se riuscirà a diversificare il suo business per ridurre la sua vulnerabilità.

