Olanda, scandalo passaporti: perché 133 partite dei campionati rischiano ora di essere rigiocate

Il ricorso del NAC Breda apre un caso legale senza precedenti: calciatori con doppia cittadinanza senza regolare permesso di lavoro

Olanda, scandalo passaporti: perché 133 partite dei campionati rischiano ora di essere rigiocate

Il panorama sportivo dei Paesi Bassi è attualmente scosso da un terremoto di proporzioni senza precedenti, che minaccia di riscrivere completamente le classifiche della Eredivisie e della Erste Divisie. Non si tratta di una questione legata a prestazioni sul campo o a decisioni arbitrali controverse, bensì di un intricato paradosso burocratico riguardante i passaporti e la doppia cittadinanza di numerosi atleti d'eccellenza. Lo scandalo, emerso in tutta la sua gravità nelle ultime settimane, mette in discussione la regolarità di ben 133 partite, un numero impressionante che potrebbe portare a una ripetizione di massa delle gare o all’assegnazione di vittorie a tavolino, stravolgendo gli equilibri dei campionati professionistici olandesi e le qualificazioni europee.

Il punto di rottura risale al 15 marzo 2026, una data che i tifosi del NAC Breda ricorderanno a lungo. In quel giorno, la squadra ha subito una pesantissima sconfitta per 6-0 contro il Go Ahead Eagles. Tuttavia, ciò che sembrava un verdetto definitivo del campo è stato messo in discussione poche ore dopo durante una puntata del popolare podcast De Derde Helft. L’opinionista Rogier Jacobs ha infatti sollevato un'eccezione legale fondamentale che ha agito da detonatore per l'intera vicenda: il club avversario avrebbe schierato il difensore Dean James in condizioni di non idoneità sportiva. Dean James, nato e cresciuto in Olanda, ha infatti accettato nel 2025 la convocazione della nazionale dell’Indonesia, ottenendo il relativo passaporto per rappresentare il paese delle sue radici familiari. Questo passaggio, apparentemente lineare nel calcio globale moderno, nasconde un'insidia legislativa tipica della normativa olandese: l'ottenimento di una cittadinanza straniera può comportare, in assenza di specifici requisiti, la perdita immediata della cittadinanza dei Paesi Bassi.

Secondo la professoressa di diritto sportivo Marjan Olfers, intervenuta ai microfoni di Espn per fare chiarezza tecnica, nel momento in cui un calciatore rinuncia, anche implicitamente, alla cittadinanza olandese, egli ricade automaticamente sotto una giurisdizione amministrativa diversa. Diventando a tutti gli effetti un cittadino extracomunitario, l'atleta necessita di un permesso di lavoro specifico per poter esercitare la professione di calciatore nel paese. Le regole della federazione calcistica olandese, la KNVB, e le leggi sull’immigrazione nazionale sono estremamente rigide al riguardo: per ottenere tale permesso, un giocatore straniero deve percepire uno stipendio minimo garantito molto elevato, volto a tutelare il mercato interno. Si parla di una soglia di circa 608.000 euro annui per i calciatori sopra i 21 anni e di 304.000 euro per gli Under 21. Dean James, che oggi 30 aprile 2026 compie 26 anni, percepisce uno stipendio annuo stimato intorno ai 150.000 euro, una cifra ben al di sotto del minimo legale richiesto per un lavoratore non comunitario. Di conseguenza, la sua posizione contrattuale e sportiva risulterebbe irregolare, rendendo illegittima la sua presenza in campo durante i match ufficiali.

Il caso di Dean James non è affatto isolato e tocca la sensibilità di un intero sistema. Molti calciatori con radici in Suriname, Indonesia o Capo Verde hanno intrapreso percorsi simili, spinti dal desiderio di rappresentare le nazioni d'origine delle proprie famiglie senza considerare l'impatto sul loro status lavorativo in Europa. Luciano Slagveer, attaccante del TOP Oss impegnato nella seconda divisione olandese e membro della nazionale del Suriname, ha ammesso pubblicamente la propria sorpresa e il proprio rammarico, dichiarando che se avesse conosciuto le conseguenze legali sulla perdita della cittadinanza olandese, avrebbe valutato la scelta con molta più cautela e supporto legale. Questa ammissione evidenzia una carenza informativa sistemica che coinvolge non solo i giocatori, ma anche i club, specialmente quelli con minori risorse finanziarie che non possono permettersi costose consulenze legali preventive per ogni singola convocazione internazionale dei propri tesserati.

La battaglia legale si è ora spostata ufficialmente nelle aule del tribunale di Utrecht. Dopo che la KNVB ha inizialmente respinto il reclamo del NAC Breda tentando di minimizzare l'accaduto, i giudici civili sono chiamati a esprimersi il prossimo 4 maggio 2026. La tensione nel paese è altissima perché una sentenza favorevole al NAC Breda creerebbe un precedente giurisprudenziale senza via d'uscita per la federazione. Marianne van Leeuwen, vicepresidente della Federcalcio olandese, ha espresso profonda preoccupazione, sottolineando che l'accoglimento del ricorso potrebbe impedire la regolare conclusione della stagione sportiva. Se ogni partita in cui è sceso in campo un giocatore privo di regolare permesso dovesse essere considerata nulla, l'intero sistema delle promozioni, delle retrocessioni e della distribuzione dei premi finanziari verrebbe gettato nel caos più totale.

Mentre il NAC Breda sostiene che il proprio ricorso sia limitato a una singola partita e che un effetto a catena sia improbabile, gli esperti legali indipendenti sono di parere opposto. Se venisse accertato che la KNVB ha fallito nel monitorare i requisiti di tesseramento dei giocatori diventati stranieri, ogni club penalizzato da un risultato sul campo contro tali squadre avrebbe il diritto, se non il dovere verso i propri azionisti e tifosi, di presentare un reclamo analogo per ottenere la vittoria a tavolino. Le 133 partite identificate dagli analisti rappresentano il potenziale massimo di questo scandalo, una cifra che farebbe impallidire qualsiasi crisi precedente nella storia del calcio europeo moderno. Il verdetto di Utrecht del 4 maggio rappresenterà dunque uno spartiacque fondamentale per lo sport mondiale: da un lato la rigorosa applicazione della legge sul lavoro e sulla cittadinanza, dall'altro la necessità di preservare l'integrità competitiva di un'industria miliardaria.

Pubblicato Giovedì, 30 Aprile 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 30 Aprile 2026

Marco P.

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