Il palcoscenico del SoFi Stadium di Inglewood ha fatto da cornice a una delle serate più vibranti del Mondiale 2026. La Svizzera, chiamata a una prova d'orgoglio dopo l'inaspettata battuta d'arresto contro il Qatar, è riuscita a riscattarsi con una prestazione di forza, superando la Bosnia Erzegovina con un netto 4-1. La vittoria non è solo un toccasana per il morale, ma mette una seria ipoteca sul passaggio del turno nel Girone B, proiettando la squadra di Murat Yakin verso i sedicesimi di finale del torneo iridato.
La cronaca della partita racconta però due storie diverse. Nel primo tempo, la Svizzera è apparsa ancora bloccata dal timore di sbagliare. Nonostante il possesso palla fosse nettamente a favore degli elvetici, la manovra risultava prevedibile e priva di quella rapidità necessaria per scardinare il muro difensivo eretto dalla Bosnia Erzegovina. I balcanici, guidati dall'intramontabile Edin Dzeko, si sono difesi con ordine chirurgico, concedendo solo conclusioni dalla distanza o cross facilmente leggibili. Ndoye è stato il più attivo tra i rossocrociati, ma la sua imprecisione sotto porta ha riflettuto lo stato di frustrazione generale di una squadra che non riusciva a trovare i giusti varchi. Dall'altra parte, la Bosnia ha provato a pungere in ripartenza, ma la difesa svizzera ha retto bene l'impatto con il gigante di Sarajevo.
La svolta del match è arrivata nella ripresa, quando la stanchezza ha iniziato a farsi sentire e la lucidità tattica di Murat Yakin ha fatto la differenza. Al 72', con il punteggio ancora inchiodato sullo 0-0, il commissario tecnico elvetico ha operato un triplo cambio che ha stravolto l'inerzia della sfida: dentro Manzambi, Vargas e Sow per ridare linfa a un attacco anemico. La mossa si è rivelata profetica. Appena due minuti dopo l'ingresso, al 74', è stato proprio il giovane Manzambi a sbloccare l'incontro con un destro fulmineo al volo, scatenando la gioia dei tifosi rossocrociati accorsi in California. Il gol ha agito come un detonatore, liberando la Svizzera dai propri fantasmi e costringendo la Bosnia a uscire dal guscio.
La situazione per i "Dragoni" è precipitata all'80', quando Muharemovic è stato espulso per un brutto fallo su Embolo, lasciando i suoi in inferiorità numerica. Con l'uomo in più, la Svizzera ha dilagato. All'84' Vargas ha raddoppiato su assist millimetrico di un instancabile Embolo, mentre al 90' ancora Manzambi ha firmato la sua doppietta personale, confermandosi come il nuovo crack del calcio elvetico. Nel recupero, la Bosnia ha trovato il gol della bandiera con Mahmic, un gran tiro al volo che ha reso meno amaro il passivo, ma non ha cambiato la sostanza di un dominio totale. A chiudere definitivamente i conti ci ha pensato il capitano, Granit Xhaka, che al 96' ha trasformato un calcio di rigore con la solita freddezza glaciale.
In ottica futura, questa vittoria sposta gli equilibri del Girone B. La Svizzera sale a 3 punti e ora attende l'ultima sfida con maggiore serenità, consapevole che il destino è nelle proprie mani. Per la Bosnia Erzegovina, invece, il cammino si fa ripidissimo: fermi a un punto, Dzeko e compagni dovranno cercare un'impresa nell'ultimo turno per sperare in un ripescaggio tra le migliori terze. Il Mondiale 2026 entra nel vivo e la Svizzera ha finalmente dimostrato di avere il carattere e la profondità di rosa per competere ai massimi livelli mondiali, trasformando una serata potenzialmente drammatica in un trionfo che sa di rinascita.

