Il mondo dell'automobilismo piange la scomparsa di Piero Fusaro, ex presidente Ferrari, avvenuta all'età di 88 anni. Il manager torinese, figura di spicco nel panorama industriale italiano, si è spento dopo una lunga malattia, lasciando un segno indelebile nella storia del Cavallino Rampante e non solo. La sua carriera, infatti, lo ha visto ricoprire ruoli di primo piano anche in FIAT, Alfa Romeo e Seat, culminando con la presidenza di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica).
Nato a Torino, Fusaro si è laureato in ingegneria elettrotecnica al Politecnico della città, iniziando la sua ascesa nel mondo dell'auto nel 1963 in FIAT. La sua competenza e visione lo portarono rapidamente a ricoprire incarichi di responsabilità, diventando nel 1970 direttore dello stabilimento di Sulmona e successivamente dando vita alla fabbrica di Firenze. Nel 1975, la svolta: Enzo Ferrari lo chiamò a Maranello, affidandogli la Direzione Generale del Cavallino. Un periodo che Fusaro stesso definì come gli anni più entusiasmanti e formativi della sua vita professionale.
Il suo legame con il Commendatore fu profondo, tanto da considerarlo un padre. Aneddoti e ricordi di quel periodo sono rimasti impressi nella memoria di Fusaro, come la volta in cui Enzo Ferrari gli disse: “A Lei Fusaro non faccio regali perché le do la mia amicizia”. Un rapporto di stima e fiducia reciproca che ha segnato la storia della Ferrari.
Dopo l'esperienza in Ferrari, nel 1979, Fusaro assunse la carica di Amministratore Delegato di Seat in Spagna, per poi rientrare nel gruppo FIAT nel 1985 come membro del Comitato Direttivo di FIAT Auto. Con l'acquisizione dell'Alfa Romeo, divenne Amministratore Delegato e Presidente del marchio del biscione, contribuendo al rilancio e alla valorizzazione del brand.
Nel 1998, dopo la scomparsa di Enzo Ferrari, ricevette una telefonata dall'avvocato Agnelli che gli propose di assumere la presidenza della Ferrari, incarico che accettò con orgoglio e senso di responsabilità. La sua carriera, costellata di successi e sfide, si è conclusa con la presidenza di ANFIA nel 1992, a testimonianza del suo impegno e della sua passione per il settore automobilistico italiano.
Tra i tanti ricordi legati alla sua figura, uno in particolare ha sempre suscitato grande interesse e dibattito: il presunto veto all'arrivo di Ayrton Senna in Ferrari nel 1991. Secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stato proprio Fusaro, all'epoca presidente del Cavallino, ad avvisare Alain Prost di un precontratto firmato con il campione brasiliano, scatenando una serie di eventi che portarono alla rottura tra Prost e la Ferrari e al mancato approdo di Senna a Maranello. Una vicenda controversa che ha segnato la storia della Formula 1 e che continua ad alimentare discussioni e speculazioni.
La scomparsa di Piero Fusaro rappresenta una perdita importante per il mondo dell'automobilismo italiano. Un uomo d'azienda, un manager preparato e sensibile, che ha saputo interpretare e anticipare i cambiamenti del settore, contribuendo alla crescita e al successo dei marchi che ha guidato. Il suo esempio e la sua eredità rimarranno un punto di riferimento per le future generazioni di manager e appassionati di motori.

