La spedizione azzurra agli US Open 2026 subisce un brusco rallentamento in una notte che si è rivelata amara per i colori italiani sui campi in cemento di New York. In una sessione caratterizzata da grande intensità e qualche interruzione meteorologica, tre dei nostri rappresentanti hanno dovuto salutare il tabellone principale, lasciando un vuoto significativo nella pattuglia guidata dai top player. Il risultato più pesante, sia per il blasone del giocatore che per l'andamento del match, è senza dubbio la sconfitta di Matteo Berrettini, che si è arreso dopo una battaglia di oltre tre ore e mezza contro il solido argentino Mariano Navone. Il tennista romano, che cercava nel 2026 l'ennesimo rilancio in un torneo che storicamente lo ha visto spesso protagonista, aveva iniziato la sfida con il piglio giusto, portando a casa il primo set per 6-3 grazie a una ritrovata incisività con il servizio e il diritto. Tuttavia, la risposta di Navone non si è fatta attendere: l'argentino ha alzato il ritmo degli scambi da fondo campo, costringendo Berrettini a spostamenti laterali faticosi e vincendo il secondo parziale con il medesimo punteggio.
Il terzo set è stato il vero crocevia psicologico dell'incontro disputato a Flushing Meadows. Nonostante un break subito in apertura, Matteo Berrettini ha avuto a disposizione ben cinque palle break totali per rientrare in carreggiata, ma la scarsa precisione nei momenti decisivi ha permesso a Mariano Navone di chiudere sul 6-4. Nel quarto set, la tensione è salita alle stelle: l'azzurro ha saputo reagire con orgoglio a un ulteriore break di svantaggio, trascinando il set al tie-break. Qui, però, la maggiore lucidità dell'argentino ha prevalso, nonostante Berrettini sia stato capace di annullare ben tre match point prima di cedere definitivamente. Il tabellino finale recita un 3-6, 6-3, 6-4, 7-6 che punisce eccessivamente un Berrettini volitivo ma ancora troppo discontinuo nelle fasi cruciali dei grandi appuntamenti. Per l'argentino si tratta di una vittoria di prestigio che ne conferma la crescita esponenziale anche su superfici rapide, tradizionalmente meno affini alle sue caratteristiche tecniche.
Nulla da fare anche per Andrea Guerrieri, che si è trovato di fronte lo scoglio insormontabile rappresentato da Alex De Minaur. L'australiano, noto nel circuito per la sua incredibile rapidità e per una fase difensiva che concede pochissimi margini d'errore, ha dominato la scena sul campo numero 17. Il match è durato meno di due ore, con un punteggio di 6-2, 6-2, 6-4 che lascia poco spazio alle recriminazioni. Guerrieri ha faticato sin dalle prime battute a contenere le accelerazioni di De Minaur, perdendo per due volte il servizio sia nel primo che nel secondo set. Un accenno di reazione si è visto solo nel terzo parziale, quando l'azzurro è riuscito a contro-brekkare l'avversario portandosi sul 4-4. È stata però una fiammata illusoria: sul più bello, l'australiano ha convertito l'ennesima palla break sul 5-4 a suo favore, andando poi a chiudere agevolmente nel game successivo. Per Guerrieri resta l'esperienza di aver calcato palcoscenici così prestigiosi, ma il divario fisico e tecnico con i primi dieci del mondo è apparso ancora evidente in questa fase della sua carriera.
A completare il trittico di delusioni italiane in questa giornata di settembre 2026 è arrivata la sconfitta in rimonta di Francesco Passaro contro l'olandese Jesper De Jong. Una partita, questa, vissuta su due binari temporali differenti a causa della pioggia che aveva interrotto i giochi il giorno precedente. Al momento della sospensione, Passaro si trovava in vantaggio per due set a uno, dando l'impressione di poter gestire con maturità il vantaggio accumulato grazie a un tennis aggressivo e preciso. Tuttavia, la ripresa del match ha presentato un copione completamente diverso. De Jong è rientrato in campo con una determinazione feroce, approfittando della ruggine mostrata dall'italiano dopo la pausa forzata. L'olandese ha dominato il quarto set vincendolo 6-3 e ha poi dilagato nel quinto e decisivo parziale, dove la tenuta atletica di Francesco Passaro è venuta meno. Il risultato finale di 2-6, 6-2, 4-6, 6-3, 6-2 riflette perfettamente il cambio d'inerzia di una sfida che sembrava vinta e che invece si è trasformata in un amaro addio per il giovane azzurro, rimandando ancora una volta l'appuntamento con la consacrazione definitiva nei tornei dello Slam.

