La battaglia legale tra Elon Musk e OpenAI, la startup di cui è stato co-fondatore, si intensifica. Un'udienza cruciale è prevista per la fine di questo mese, e nel frattempo OpenAI ha chiesto ai procuratori generali della California e del Delaware di avviare un'indagine formale sul presunto "comportamento anticoncorrenziale" di Musk. La richiesta è stata formalizzata da Jason Kwon, direttore dello sviluppo strategico di OpenAI, che accusa Musk di aver orchestrato una serie di attacchi mirati a danneggiare il business di OpenAI, coinvolgendo persino Mark Zuckerberg, fondatore di Meta Platforms, in questo presunto tentativo di sabotaggio.
Le accuse non si fermano qui. OpenAI sostiene che Musk abbia ripetutamente cercato di ottenere il controllo della startup per propri interessi economici. Dal canto suo, Musk ha intentato una causa contro OpenAI e Microsoft, chiedendo un risarcimento danni di ben 134 miliardi di dollari.
Le radici di questa disputa risalgono al 2015, quando Elon Musk, Sam Altman e altri soci fondarono OpenAI con l'ambizioso obiettivo di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale a beneficio dell'intera umanità. L'idea era quella di creare un'organizzazione senza scopo di lucro, ma nel 2018, dopo un tentativo fallito di integrare OpenAI con Tesla, Musk ruppe con gli altri co-fondatori e abbandonò la startup. Successivamente, nel 2024, Musk ha creato una società concorrente, xAI, e ha intentato una causa contro OpenAI, accusando la dirigenza di aver manipolato e ingannato il fondatore per trasformare la startup in un'entità commerciale.
Il processo in California inizierà il 27 aprile con la formazione della giuria. Secondo OpenAI, il comportamento di Musk potrebbe ostacolare gli sforzi della startup per creare una "forte" intelligenza artificiale (AGI), con capacità cognitive pari o superiori a quelle umane. OpenAI si ritiene legalmente obbligata a garantire che l'AGI sia utilizzata per il bene pubblico, mentre le azioni di Musk sarebbero finalizzate a trasferire l'IA "forte" nelle mani di concorrenti che non si sentono vincolati da tali obblighi e rifiutano qualsiasi responsabilità per il suo utilizzo in modo pericoloso.
OpenAI ha ritenuto necessario avvertire i procuratori generali dei due stati sulla capacità di Musk di fare dichiarazioni non veritiere sulla startup, descrivendola come una tattica di molestia già utilizzata in passato. La dirigenza di OpenAI afferma che Musk e i suoi collaboratori hanno monitorato il CEO di OpenAI, Sam Altman, con l'intento di accusarlo di comportamenti scorretti in ambito sessuale. OpenAI sostiene inoltre che Musk e Zuckerberg stiano collaborando per impedire l'ulteriore sviluppo del business della startup.
Se il tribunale dovesse dare ragione a Musk nella sua disputa con OpenAI, ciò potrebbe favorire l'interesse degli utenti verso il chatbot Grok, di proprietà di xAI. OpenAI ha ricordato ai procuratori generali dei due stati che sulla piattaforma xAI sono state diffuse immagini esplicite di persone generate dall'IA senza il loro consenso, comprese quelle di minori. Il rapporto tra Elon Musk e le autorità della California e del Delaware è teso da tempo, tanto che il magnate ha trasferito le sedi centrali delle sue aziende Tesla e SpaceX in Texas.

