Il 6 aprile 2026, l'equipaggio della missione Artemis II ha portato a termine con successo uno storico sorvolo della Luna durato sette ore, segnando il ritorno dell'umanità al satellite naturale della Terra dai tempi della missione Apollo 17 nel 1972. Ma non solo, l'equipaggio di Artemis II si è spinto a una distanza record dal nostro pianeta, superando il primato stabilito dalle missioni Apollo.
L'equipaggio internazionale era composto dagli astronauti della NASA, Reed Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all'astronauta dell'Agenzia Spaziale Canadese, Jeremy Hansen. A bordo della navicella Orion, durante il sorvolo lunare, hanno fotografato e documentato la faccia nascosta della Luna, immortalando crateri, antiche colate laviche, fratture e dorsali. Queste osservazioni permetteranno agli scienziati di approfondire la conoscenza della composizione e dell'evoluzione della superficie lunare.
Le osservazioni sono iniziate alle 20:56 (ora di Mosca), quando l'equipaggio si è allontanato dalla Terra raggiungendo una distanza record. Oltre cinquant'anni fa, il record era stato stabilito dalla missione Apollo 13 con 400.170 km. La navicella Orion, durante la moderna missione Artemis II, si è spinta ancora più lontano, raggiungendo i 406.771 km. Nel momento di massima vicinanza alla Luna, il 7 aprile alle 02:00 (ora di Mosca), Orion è transitata a soli 6.545 km dalla superficie lunare. In questa fase, si è verificata un'interruzione delle comunicazioni con la navicella della durata di 40 minuti, causata dalla posizione della Luna che ha oscurato il segnale con la Terra.
Questi sono stati i momenti più emozionanti del sorvolo lunare. Gli astronauti hanno potuto ammirare fenomeni unici: il 'tramonto' della Terra dietro l'orizzonte lunare e la successiva 'alba' terrestre, riemergendo dal lato nascosto del satellite. Tali albe e tramonti non sono visibili dalla superficie lunare, poiché essa mostra sempre la stessa faccia al nostro pianeta. Questi fenomeni si verificano solamente durante il movimento sulla Luna o in orbita attorno ad essa, come nel caso del volo di Orion.
Le osservazioni si sono concluse con un 'eclissi solare' della durata di quasi un'ora, quando il Sole è stato oscurato dalla Luna. Questo ha permesso di osservare la corona solare senza interferenze, un'osservazione che normalmente richiede l'utilizzo di coronografi. Inoltre, gli astronauti hanno osservato sei lampi sulla Luna, causati dall'impatto di micrometeoriti sulla superficie. Queste osservazioni, possibili solo in condizioni di completa oscurità, sono di particolare interesse scientifico per comprendere i processi che avvengono sulla superficie lunare.
Gli scienziati attendono con impazienza la trasmissione dei dati dalla navicella per analizzare le immagini, le registrazioni audio e altri materiali. Attualmente, l'equipaggio si sta riposando. È previsto che nel corso della giornata, l'equipaggio discuterà le osservazioni con il team di scienziati lunari durante una trasmissione in diretta della NASA.
La missione Artemis II rappresenta un passo fondamentale nel programma Artemis, che mira a stabilire una presenza umana sostenibile sulla Luna e a prepararsi per future missioni verso Marte. Il successo di questa missione dimostra la capacità dell'umanità di superare i propri limiti e di esplorare nuovi orizzonti nello spazio profondo. Le scoperte scientifiche e le conoscenze acquisite durante Artemis II contribuiranno in modo significativo alla nostra comprensione dell'universo e del nostro posto in esso. Il ritorno sulla Luna non è solo un'impresa tecnologica, ma anche un'ispirazione per le future generazioni di scienziati, ingegneri ed esploratori.

