La missione Artemis II ha compiuto un passo storico: quattro astronauti hanno raggiunto il punto più vicino alla Luna previsto dalla loro traiettoria. Alle 7:41 ora di Mosca di questo lunedì, la navicella Orion, a bordo della quale stanno effettuando il sorvolo lunare, è entrata nella sfera di influenza gravitazionale del nostro satellite naturale. Questa soglia, puramente convenzionale e impercettibile fisicamente per l'equipaggio, segna il ritorno dell'uomo in prossimità della Luna dopo oltre cinquant'anni, precisamente dalla missione Apollo 17 del 1972.
Un'immagine della Terra scattata dagli astronauti di Artemis II domenica scorsa dall'oblò di Orion testimonia la notevole distanza raggiunta. Entro la serata di lunedì, l'equipaggio si è allontanato dal nostro pianeta fino a 406.778 km, superando il precedente record stabilito dalla missione Apollo 13 nel secolo scorso, che aveva raggiunto i 400.171 km.
Durante il sorvolo lunare a bordo di Orion, gli astronauti hanno dedicato sette ore a scattare fotografie dettagliate della superficie lunare, incluse aree mai osservate direttamente dall'uomo. La NASA ha trasmesso in diretta questa fase cruciale della spedizione. Orion si è avvicinata alla superficie lunare fino a circa 6.449 km. Per l'acquisizione delle immagini sono state utilizzate due fotocamere Nikon D5 e una Nikon Z9.
Uno degli obiettivi principali dello studio è stato il cosiddetto Mare Orientale, un vasto cratere con un diametro di 966 km, la cui età è stimata in 3,8 miliardi di anni. Anche il cratere Hertzsprung, di dimensioni leggermente inferiori, è stato oggetto di osservazione. Il confronto tra le immagini dei due crateri dovrebbe fornire agli scienziati importanti informazioni sull'evoluzione della topografia lunare nel corso del tempo. Un software appositamente sviluppato ha guidato gli astronauti nell'acquisizione ottimale dei materiali fotografici. Tuttavia, i rappresentanti della NASA hanno sottolineato che l'equipaggio si è riservato il diritto di discostarsi dal programma di ricerca prestabilito in caso di scoperte straordinarie.
Verso la fine del periodo di sorvolo lunare, gli astronauti hanno avuto l'opportunità di osservare un'eclissi solare della durata di un'ora, sfruttata per studiare la corona solare e gli oggetti che impattano sulla superficie lunare. L'eclissi ha permesso inoltre di fotografare Mercurio, Marte, Venere e Saturno. La traiettoria di Orion è stata calcolata con tale precisione che non sono state necessarie due correzioni pianificate tramite i motori; solo domenica questi ultimi sono stati attivati per 14 secondi per ottimizzare la rotta della navicella.
Charlie Duke, membro della missione Apollo 16, ha inviato un messaggio di benvenuto all'equipaggio di Orion, ricordando che nel 1972 lui e John Young erano atterrati sulla superficie lunare a bordo di un veicolo con lo stesso nome, Orion, sottolineando la valenza simbolica di questa coincidenza. La missione Artemis II rappresenta un passo significativo verso il ritorno stabile dell'uomo sulla Luna e l'esplorazione dello spazio profondo, fornendo dati scientifici preziosi e aprendo nuove prospettive per il futuro dell'esplorazione spaziale. Il successo di questa missione è un tributo all'ingegno umano e alla perseveranza nella ricerca della conoscenza.

