Mira Murati sfida i giganti dell'AI: accordo miliardario tra Thinking Machines Lab e Google Cloud

L'ex CTO di OpenAI lancia la sua startup con una partnership strategica basata sui nuovi chip Nvidia GB300 per rivoluzionare l'apprendimento automatico

Mira Murati sfida i giganti dell'AI: accordo miliardario tra Thinking Machines Lab e Google Cloud

Nel panorama tecnologico globale, la figura di Mira Murati ha rappresentato per anni il cuore pulsante dell'innovazione presso OpenAI. Tuttavia, il suo addio alla società guidata da Sam Altman ha segnato l'inizio di una nuova, ambiziosa era. La sua creatura, Thinking Machines Lab, ha recentemente ufficializzato un accordo di portata storica con Google Cloud, valutato diversi miliardi di dollari. Questa partnership non si limita alla semplice fornitura di servizi, ma rappresenta una vera e propria alleanza strategica destinata a ridefinire i confini dell'intelligenza artificiale moderna. L'intesa prevede che la startup di Murati utilizzi l'infrastruttura cloud di Mountain View per l'addestramento e l'implementazione di modelli linguistici e generativi di nuova generazione, sfruttando in anteprima assoluta i sistemi equipaggiati con i potentissimi acceleratori Nvidia GB300.

Fondata ufficialmente nel febbraio 2025, Thinking Machines Lab è riuscita in pochissimo tempo a catalizzare l'attenzione dei più grandi investitori della Silicon Valley, raccogliendo finanziamenti per un totale di 2 miliardi di dollari. Questa imponente iniezione di capitale ha spinto la valutazione della società alla vertiginosa cifra di 12 miliardi di dollari, un record assoluto per una realtà così giovane. Sebbene i dettagli specifici sui prodotti finali siano stati mantenuti sotto stretto riserbo, l'annuncio nell'ottobre 2024 del tool denominato Tinker ha fornito indizi chiari sulla direzione intrapresa: l'azienda punta ad automatizzare la creazione di modelli AI avanzati, riducendo drasticamente i tempi di sviluppo e ottimizzando le risorse computazionali. L'obiettivo di Mira Murati è quello di creare sistemi capaci di un ragionamento più profondo, superando i limiti attuali delle reti neurali tradizionali.

L'integrazione con l'ecosistema di Google Cloud permetterà a Thinking Machines Lab di accedere a tecnologie d'avanguardia come il motore Kubernetes, il database distribuito Spanner e sistemi di archiviazione dati ad altissime prestazioni. Tuttavia, il vero cuore pulsante dell'accordo risiede negli acceleratori Nvidia GB300. Questi chip di ultima generazione garantiscono un incremento delle prestazioni nel campo dell'addestramento dei modelli pari al doppio rispetto alla generazione precedente. Questa potenza è fondamentale per implementare tecniche di reinforcement learning (apprendimento per rinforzo), lo stesso approccio che ha permesso a colossi come Google DeepMind di raggiungere traguardi storici. La capacità di gestire carichi di lavoro così massicci con una velocità senza precedenti è ciò che permetterà alla startup di competere ad armi pari con i giganti del settore.

Interessante notare come la strategia di Mira Murati non preveda legami di esclusività. Nonostante il peso dell'accordo con Google, la startup mantiene una struttura aperta che le consente di collaborare con altri fornitori di servizi cloud e hardware in futuro. In precedenza, Thinking Machines Lab aveva già stretto un legame privilegiato con Nvidia, ricevendo investimenti diretti dal produttore di chip leader mondiale. Questa doppia alleanza con il principale fornitore di silicio e uno dei maggiori provider di cloud al mondo posiziona la società in una botte di ferro, garantendole l'accesso prioritario alle risorse più scarse e preziose del mercato tecnologico odierno: i chip e i data center.

Secondo quanto dichiarato da Myle Ott, portavoce ufficiale di Thinking Machines Lab, la scelta di Google Cloud è stata guidata dalla necessità di operare con una velocità record e un'affidabilità superiore, requisiti indispensabili per la fase di ricerca e sviluppo intensiva che l'azienda sta affrontando nel 2025. La competizione nel settore dell'IA si è spostata ormai sulla capacità di scala: chi possiede la maggiore potenza di calcolo ha maggiori probabilità di raggiungere per primo la AGI (Artificial General Intelligence). Con questo accordo, Mira Murati non solo conferma il suo ruolo di leader visionaria, ma lancia un segnale chiaro a tutto il comparto tecnologico: il futuro dell'intelligenza artificiale passerà inevitabilmente per le mani di chi saprà coniugare algoritmi rivoluzionari e infrastrutture colossali. La sfida ai vecchi padroni della Bay Area è ufficialmente aperta, e Thinking Machines Lab sembra avere tutte le carte in regola per riscrivere le regole del gioco negli anni a venire.

Pubblicato Mercoledì, 22 Aprile 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 22 Aprile 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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