In un momento cruciale per il futuro di Tesla, con la pubblicazione imminente del report trimestrale sui risultati operativi, la compagnia guidata da Elon Musk ha annunciato l'espansione strategica del suo servizio di robotaxi nelle città di Houston e Dallas, in Texas. Questa mossa non rappresenta solo un’espansione geografica, ma un segnale vitale inviato agli investitori: il core business dell’azienda si sta spostando con decisione dalla produzione di massa di veicoli elettrici verso lo sviluppo di intelligenza artificiale, robotica e mobilità autonoma. Fino a pochi giorni fa, il servizio di ride-hailing autonomo di Tesla era limitato esclusivamente alla città di Austin, dove è attivo dal giugno 2023. Sebbene l’area di copertura ad Austin sia cresciuta esponenzialmente, raggiungendo circa 635 chilometri quadrati, l'effettiva disponibilità di veicoli non ha seguito lo stesso ritmo, creando colli di bottiglia e lunghi tempi di attesa per gli utenti selezionati che partecipano al programma pilota.
Le nuove operazioni a Houston e Dallas iniziano con una scala ridotta ma significativa. A Houston, il servizio copre attualmente un'area di circa 39 chilometri quadrati, mentre a Dallas la copertura è leggermente superiore, estendendosi per circa 91 chilometri quadrati. Tuttavia, secondo i dati analizzati da osservatori del settore come Electrek, il numero di veicoli attivi in queste nuove località sembra essere ancora estremamente limitato, forse limitato a una o due unità per città nelle fasi iniziali di test. Questa prudenza contrasta con le dichiarazioni passate di Elon Musk, il quale aveva previsto che entro la fine dello scorso anno la sola flotta di Austin avrebbe contato oltre 500 veicoli e che in California il numero sarebbe stato superiore alle 1000 unità. Ad oggi, la realtà operativa mostra che ad Austin, dopo quasi un anno di attività, sono registrati circa 80 veicoli, ma solo una dozzina di essi risulta attiva contemporaneamente sul territorio.
Un elemento tecnico e normativo di grande rilievo riguarda la natura stessa della "guida autonoma" attualmente offerta. In molte delle corse effettuate ad Austin, Tesla continua a impiegare piloti di sicurezza a bordo per monitorare il sistema. In alcuni casi avanzati, il pilota è stato rimosso dal veicolo principale ma viene seguito a breve distanza da un’auto di supporto con personale pronto a intervenire, un metodo che solleva interrogativi sull'effettiva efficienza economica del modello attuale. In California, specificamente a San Francisco, le restrizioni legislative sono ancora più stringenti, costringendo Tesla a mantenere obbligatoriamente un conducente dietro il volante, il che rende tecnicamente improprio parlare di un vero servizio di robotaxi in quello Stato, a differenza di quanto avviene nel più permissivo Texas.
Il confronto con i diretti concorrenti evidenzia quanto la strada per la leadership sia ancora in salita. Waymo, la divisione di guida autonoma di Alphabet (Google), gestisce attualmente un servizio di taxi completamente senza conducente in ben 10 grandi città degli Stati Uniti. I numeri di Waymo sono impressionanti: circa 500.000 corse commerciali a settimana con una flotta complessiva di circa 2.500 veicoli, numeri che la società prevede di raddoppiare entro la fine dell'anno corrente. Mentre Tesla punta tutto sulla tecnologia basata esclusivamente sulle telecamere (Vision-only) per ridurre i costi, Waymo utilizza una suite di sensori più complessa che include il LiDAR, una scelta che finora ha garantito una maggiore rapidità nell'approvazione normativa e nella scalabilità del servizio in contesti urbani densi.
La scommessa di Elon Musk sul progetto Cybercab, presentato ufficialmente nell'ottobre del 2024, rimane il perno della narrazione aziendale per il futuro a lungo termine. Tesla sostiene che l'integrazione tra il software FSD (Full Self-Driving) e la vasta flotta di veicoli circolanti permetterà di superare i concorrenti grazie alla mole di dati raccolti. Tuttavia, l'espansione a Houston e Dallas serve anche a placare i dubbi sulla capacità di esecuzione immediata. Per gli azionisti, il successo di questi test in Texas rappresenta il banco di prova fondamentale per capire se Tesla possa davvero trasformarsi in una piattaforma di servizi ad alto margine, distaccandosi dalle fluttuazioni cicliche del mercato automobilistico tradizionale. La sfida nei prossimi mesi sarà aumentare drasticamente il numero di veicoli operativi senza compromettere la sicurezza, cercando di colmare il gap operativo che attualmente la separa dai giganti del settore già consolidati.

