Il debutto sui mercati finanziari di SpaceX si preannuncia come uno degli eventi più significativi della storia economica moderna, non solo per il consolidato primato dell'azienda nel settore aerospaziale, ma per la sua ambiziosa e aggressiva incursione nel mercato dell'intelligenza artificiale. Tuttavia, i dati analitici emergenti mettono seriamente in discussione la solidità della divisione xAI, il cui modello Grok sembra incontrare ostacoli imprevisti proprio nel cuore del potere statunitense. Mentre l'azienda di Elon Musk punta a una valutazione record di 1,75 trilioni di dollari, i rapporti consolidati delle agenzie federali relativi alla fine del 2025 dipingono un quadro di adozione estremamente frammentario e, per certi versi, deludente per l'ecosistema del magnate di Pretoria.
Secondo i dati aggregati del governo degli Stati Uniti, su oltre 400 scenari di utilizzo pubblico dell'IA identificati presso le istituzioni federali, il nome di Grok compare in pochissime occasioni. Per la precisione, i modelli di xAI sono menzionati solo tre volte, un numero quasi irrilevante se confrontato con il dominio schiacciante di OpenAI. Quest'ultima, attraverso soluzioni come ChatGPT, Codex e l'integrazione con Microsoft Copilot, è presente in ben 234 casi d'uso. Anche altri attori del settore mantengono una posizione di vantaggio rispetto a Musk: Alphabet, con i suoi modelli Gemini, conta 33 implementazioni attive, mentre Anthropic, nonostante le recenti restrizioni normative, è stata citata in 23 scenari. Questa sproporzione evidenzia una difficoltà strutturale per Grok nel penetrare un mercato che SpaceX ha valutato internamente circa 26,5 trilioni di dollari, considerandolo il pilastro fondamentale della propria crescita futura.
La strategia di penetrazione commerciale adottata da xAI è stata particolarmente aggressiva: l'assistente Grok è stato offerto alle agenzie federali per un periodo di otto mesi al prezzo puramente simbolico di 42 centesimi per ogni dipartimento. Tale tattica del "loss leader" mirava a dimostrare i vantaggi operativi del software per poi convertire le prove gratuite in contratti multimilionari a lungo termine. Tuttavia, la statistica suggerisce che il basso costo non sia stato sufficiente a scalzare la fiducia dei funzionari pubblici verso i prodotti di Microsoft e OpenAI. Molti esperti del settore sottolineano che, nonostante le dichiarazioni entusiastiche di Elon Musk sul potenziale di Grok, la realtà operativa vede le agenzie preferire strumenti già integrati nei flussi di lavoro consolidati, come quelli offerti da Azure.
Un caso emblematico di questa frizione interna riguarda il DOGE (Department of Government Efficiency), l'organo guidato dallo stesso Musk, che ha promosso attivamente l'uso di Grok all'interno del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS). Nonostante le raccomandazioni dirette, il software non ha ottenuto l'approvazione ufficiale per l'uso operativo su larga scala presso tale agenzia. In altre realtà, come l'Amministrazione per la Gestione del Personale e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, Grok è stato impiegato esclusivamente per compiti elementari, quali la stesura di bozze per i social media o la creazione di documenti non sensibili, mentre le attività di analisi complessa sono rimaste appannaggio di Microsoft Copilot.
Il settore della difesa offre l'unica vera nota positiva per SpaceX, sebbene con diverse sfumature. Il Pentagono ha infatti siglato un contratto da 200 milioni di dollari con xAI e il modello Grok è stato inserito all'interno di GenAI.mil, il centro militare per le applicazioni di intelligenza artificiale non classificata. Tuttavia, anche all'interno dei corridoi del Dipartimento della Difesa, la concorrenza è feroce. La DARPA, ad esempio, continua a preferire Google Gemini per le analisi ingegneristiche avanzate e Anthropic Claude per la scrittura di codice e la ricerca accademica, lasciando a Grok un ruolo marginale nella gerarchia degli strumenti analitici. Questa situazione solleva interrogativi sulla capacità di xAI di giustificare le proiezioni finanziarie presentate agli investitori in vista della quotazione in borsa.
Nel tentativo di invertire questa rotta, SpaceX e la sua divisione xAI, supportate dal Ministero dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), hanno avviato le procedure per ottenere la certificazione FedRAMP High Authorization. Questo standard rappresenta il massimo livello di garanzia per la gestione di dati governativi sensibili e non classificati e potrebbe aprire le porte a contratti di ben altra caratura. Tuttavia, il percorso è in salita: alcuni funzionari dell'USDA hanno riferito in via ufficiosa di non essere a conoscenza di casi effettivi di utilizzo produttivo di Grok, nonostante il supporto formale del dipartimento alla causa di Musk. La discrepanza tra il sostegno politico e l'adozione tecnica effettiva rimane uno dei punti critici per il futuro della compagnia.
Anche il panorama aziendale privato riflette queste difficoltà. Un recente studio condotto dalla società di cybersecurity Netskope ha rivelato che la quota di utenti aziendali che interagiscono con Grok è scesa da 5 su 1000 nel 2025 a soli 2 su 1000 all'inizio del 2026. Inoltre, coloro che utilizzano il modello di xAI trascorrono mediamente la metà del tempo sulla piattaforma rispetto agli utenti di ChatGPT. Questo declino dell'interesse, unito alla saturazione del mercato delle IA generatrici, suggerisce che SpaceX dovrà dimostrare capacità tecnologiche superiori e una maggiore affidabilità per competere nel lungo periodo e onorare la fiducia degli azionisti in una delle IPO più attese del decennio.

