Il progetto Trump Mobile, l'operatore virtuale di telefonia mobile nato da una costola della Trump Organization, sembra destinato a rimanere un sogno incompiuto. Il tanto atteso lancio del T1 Phone, lo smartphone dorato che avrebbe dovuto competere con i colossi Apple e Samsung, è stato nuovamente posticipato, gettando ombre sul futuro dell'iniziativa.
L'annuncio del T1 Phone risale al giugno dello scorso anno, quando venne promesso come un dispositivo orgogliosamente prodotto in America, venduto al prezzo di 499 dollari. L'idea era di sfidare direttamente il predominio di Apple e Samsung nel mercato degli smartphone, cavalcando l'onda del ritorno di Donald Trump sulla scena politica. La presentazione del telefono coincise, non a caso, con le critiche mosse da Trump ad Apple per la sua eccessiva dipendenza dalla produzione cinese. L'allora presidente americano aveva più volte sollecitato Apple a riportare la produzione di iPhone negli Stati Uniti, minacciando l'imposizione di dazi aggiuntivi del 25%.
Inizialmente, Trump Mobile aveva fissato per agosto la data di lancio del T1 Phone, ribadendo che l'assemblaggio sarebbe avvenuto interamente sul suolo americano. Tuttavia, questa promessa suscitò subito scetticismo tra analisti ed esperti del settore. Molti dubitarono della possibilità di creare uno smartphone di massa utilizzando esclusivamente componenti prodotti negli Stati Uniti, data la forte dipendenza delle grandi aziende dai fornitori asiatici. Basti pensare che, secondo stime IDC, meno del 5% dei componenti utilizzati per la produzione di iPhone provengono dagli USA.
Poche settimane dopo l'annuncio, Trump Mobile corresse il tiro, eliminando dai materiali promozionali ogni riferimento alla produzione americana. La data di lancio venne quindi posticipata a fine anno, senza ulteriori precisazioni. Nel frattempo, la società iniziò a vendere smartphone Apple e Samsung usati. Ad esempio, un iPhone 15 del 2023 veniva offerto a 629 dollari, a fronte dei 699 dollari necessari per acquistare un più recente iPhone 16 direttamente da Apple.
Ora, l'ennesimo rinvio, causato, secondo l'assistenza clienti di Trump Mobile, dai ritardi nelle forniture dovuti allo shutdown governativo negli USA. Ma le speranze di vedere il T1 Phone sul mercato sembrano ormai ridotte al lumicino. Il progetto, nato con ambizioni di grandezza e promesse di indipendenza tecnologica, rischia di svanire nel nulla, lasciando dietro di sé solo rimpianti e interrogativi sul futuro di Trump Mobile.
La vicenda del T1 Phone evidenzia le difficoltà e le sfide che le aziende devono affrontare per competere nel mercato globale degli smartphone, dominato da colossi come Apple e Samsung. Produrre un dispositivo di successo richiede ingenti investimenti, competenze specifiche e una catena di approvvigionamento efficiente e diversificata. Cercare di fare tutto in casa, come aveva promesso Trump Mobile, si è rivelato un obiettivo irrealistico, almeno nelle attuali condizioni di mercato.

