Cristian Chivu è a un passo da un'impresa storica che in casa Inter manca da ben 88 anni: conquistare lo scudetto sia da giocatore che da allenatore. L'ultimo (e finora unico) a riuscirci fu Armando Castellazzi, nella stagione 1937-38, dopo aver trionfato da calciatore nel 1929-30 e quattro anni prima di laurearsi campione del mondo con la Nazionale italiana. Un altro nome da menzionare è quello di Virgilio Fossati, che vinse il campionato 1909-10 come allenatore-giocatore, in un'epoca in cui la figura del tecnico non era ancora ben definita. Nel palmarès di Chivu come giocatore figurano tre scudetti consecutivi con i nerazzurri: 2007-08, 2008-09 e 2009-10. Ora, l'allenatore romeno (ormai italiano d'adozione) potrebbe aggiungere il primo titolo da allenatore, entrando così in un club esclusivo.
Negli ultimi 50 anni, solo quattro figure di spicco del calcio italiano hanno compiuto questa impresa: Antonio Conte (5 scudetti da giocatore + 3 da allenatore con la Juventus), Carlo Ancelotti (2+1 con il Milan), Fabio Capello (1+4 con il Milan) e Nils Liedholm (4+1 sempre con il Milan). Capello avrebbe addirittura raddoppiato il suo bottino da allenatore con la Juventus, ma il titolo 2004-05 è stato revocato a causa dello scandalo Calciopoli. La Juventus, negli anni 2011-2020, ha vinto 9 scudetti consecutivi, stabilendo un record nella storia del calcio italiano.
A differenza del Milan, che spesso ha affidato la panchina a ex glorie rossonere, l'Inter ha quasi sempre scelto i suoi allenatori altrove. L'ultimo scudetto nerazzurro è stato vinto da Simone Inzaghi, che non ha mai giocato nell'Inter, mentre il precedente portava la firma di Antonio Conte, membro del ristretto club dei vincitori 'bifronti' ma da sempre considerato un avversario dai tifosi interisti. José Mourinho, protagonista del Triplete 2009-10, non ha avuto un passato da calciatore di rilievo. Il suo predecessore, Roberto Mancini, ha vinto tre scudetti da allenatore ma rischiò di vestire la maglia nerazzurra. Durante il mercato autunnale del 1996-97, Mancini aveva promesso al presidente dell'Inter, in un appartamento della famiglia Moratti a Milano, che avrebbe firmato il giorno seguente. Tuttavia, cambiò idea all'alba e decise di rimanere alla Sampdoria fino alla fine della stagione.
Prima degli scudetti del nuovo millennio, bisogna tornare al 1988-89, con Giovanni Trapattoni, mai stato un giocatore dell'Inter (anzi, avversario nel derby con la maglia rossonera), così come Eugenio Bersellini, campione d'Italia nel 1979-80, con un passato da calciatore limitato a Monza e Lecce. Giovanni Invernizzi (scudetto 1970-71) era un uomo del club, che accettò la panchina solo grazie all'appoggio dei senatori dello spogliatoio. Helenio Herrera, vincitore di tre scudetti negli anni Sessanta, non aveva mai giocato in Italia (e la sua carriera da calciatore è avvolta nel mistero). Ancora più indietro nel tempo, troviamo i pionieri: Alfredo Foni, re del catenaccio (scudetti 1954-55 e 1955-56), aveva vinto uno scudetto da giocatore ma con la Juventus, Tony Cargnelli aveva giocato solo in Austria, Arpad Weisz aveva disputato una stagione nell'Inter a fine carriera, senza però vincere. A questa retrospettiva manca il titolo del 1919-20, quando sulla panchina sedevano il dirigente Francesco Mauro e l'ex arbitro Nino Resegotti.
Ma non solo lo scudetto: Chivu punta al 'double' con la Coppa Italia. Oltre al prestigio del titolo, Chivu potrebbe aggiungere un altro importante riconoscimento alla sua bacheca personale, vincendo lo scudetto alla prima stagione da allenatore. Tra i successi da calciatore e quello potenziale da allenatore, spicca anche la vittoria del campionato Primavera 2021-22, sempre con l'Inter. E per aggiungere un ulteriore trofeo, c'è la possibilità di conquistare la Coppa Italia, già vinta due volte da Chivu come giocatore nerazzurro. In futuro, chissà, potrebbe arrivare anche la Champions League.

