Gasperini e l'enigma Roma: tra le magie di Dybala e il blackout di Cannes

I giallorossi dominano ma chiudono sul 3-3 contro i francesi: l'espulsione di Wesley e l'incertezza Dovbyk rallentano la rivoluzione tattica

Gasperini e l'enigma Roma: tra le magie di Dybala e il blackout di Cannes

In una calda serata di luglio, lo Stade Pierre de Coubertin è diventato il palcoscenico di una delle amichevoli più emblematiche della fase pre-campionato della Roma, segnando un momento di passaggio cruciale per la nuova gestione tecnica. Sotto il cielo terso della Costa Azzurra, la squadra capitolina, guidata per la prima stagione dal carismatico Gian Piero Gasperini, ha mostrato i primi veri segnali della rivoluzione tattica attesa febbrilmente dai tifosi. Il match contro il Cannes, club francese di Ligue 3 che condivide curiosamente la proprietà della famiglia Friedkin, non è stato solo un test atletico, ma un vero e proprio laboratorio tattico a cielo aperto. In questo scenario, la brillantezza delle individualità si è scontrata con le fisiologiche amnesie di un gruppo ancora immerso nei carichi di lavoro pesanti tipici del metodo gasperiniano, dove l'intensità deve sposarsi con una precisione millimetrica nelle marcature a uomo.

Il punteggio finale di 3-3 non rende giustizia al dominio territoriale espresso dai giallorossi per lunghi tratti della gara, ma mette crudelmente a nudo le criticità di una difesa che deve ancora metabolizzare i ritmi asfissianti e le scalate richieste dal 'Gasp'. La Roma si è presentata al calcio d'inizio con un undici sperimentale ma intriso di qualità, schierando Mile Svilar tra i pali, protetto da una linea difensiva a tre composta dal veterano Gianluca Mancini, dal solido Evan Ndicka e dall'esperto Mario Hermoso. Questo trio, pur solido sulla carta, ha sofferto la distanza tra i reparti quando la squadra ha cercato di alzare il baricentro in modo aggressivo. A centrocampo, l'energia del nuovo acquisto Devyne Rensch e l'estro di Wesley hanno agito sugli esterni con compiti di spinta costante, mentre Bryan Cristante e il giovane talento Bah hanno cercato di garantire equilibrio e geometria in mezzo al campo, pur sotto la pressione dei mediani francesi.

In avanti, il tridente delle meraviglie ha inizialmente incantato: Paulo Dybala e Matías Soulé hanno agito a supporto di Donyell Malen. Proprio l'attaccante olandese era l'osservato speciale della serata, chiamato a riscattare un Mondiale opaco e a dimostrare di poter essere il terminale offensivo ideale per il gioco verticale e spregiudicato di Gasperini. La partita è iniziata sotto il segno di un possesso palla fluido e propositivo, con trame veloci e sovrapposizioni costanti che hanno messo in seria difficoltà la retroguardia del Cannes. Al 35', la gara è stata sbloccata dall'uomo più atteso: Paulo Dybala. Con una punizione magistrale che ha accarezzato l'incrocio dei pali, la 'Joya' ha confermato di essere il perno centrale del progetto tecnico romano, capace di risolvere situazioni statiche con una classe purissima. Pochi minuti dopo, al 43', è arrivato il raddoppio firmato da Donyell Malen, servito da un'ispiratissima giocata filtrante dell'argentino, a testimonianza di un'intesa che promette scintille in Serie A.

Tuttavia, l'euforia è stata bruscamente frenata dall'ingenuità di Wesley, che poco prima dell'intervallo ha rimediato un secondo cartellino giallo per un intervento scomposto, lasciando la Roma in dieci uomini in un momento di totale controllo. Questo episodio ha cambiato radicalmente l'inerzia del match, costringendo Gasperini a rivedere i piani tattici e a testare la capacità di sofferenza della squadra. Nella ripresa, la girandola di cambi ha visto l'ingresso di volti nuovi e giovani promesse come Lulli, Ziolkowski, Ghilardi e Panico, oltre all'esperienza di Pierluigi Gollini tra i pali. Nonostante l'inferiorità numerica, la Roma ha trovato il terzo gol al 55' ancora con Dybala, autore di un mancino chirurgico sul primo palo che sembrava aver messo in ghiaccio il risultato.

Ma il Cannes non ha mollato e, sospinto dal pubblico locale, ha iniziato una rimonta incredibile approfittando della stanchezza giallorossa. Lopez ha accorciato le distanze al 69' con una prodezza balistica al volo, per poi ripetersi all'88' sfruttando una disattenzione collettiva nel posizionamento su palla inattiva. In questo contesto, hanno destato curiosità le prestazioni dei subentrati Gianmattei, Di Nunzio, Nardin e Angeliño, i quali hanno cercato invano di dare equilibrio. Sullo sfondo, resta caldissimo il tema del calciomercato: le voci insistenti su uno scambio imminente tra Artem Dovbyk e Castro del Bologna sembrano aver condizionato l'attaccante ucraino, entrato nel secondo tempo con poca convinzione e apparso fuori dai meccanismi. Il finale è stato amaro: proprio Artem Dovbyk, in un tentativo goffo di copertura, ha commesso fallo da rigore in pieno recupero. Al 97', Oggad ha beffato la Roma con un 'cucchiaio' glaciale, fissando il 3-3. Per Gasperini c'è ancora molto lavoro, specialmente nella gestione psicologica dei momenti di crisi, ma la base tecnica resta di altissimo livello.

Pubblicato Lunedì, 27 Luglio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 27 Luglio 2026

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