L'incontro tra Genoa e Bologna ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche, alimentate in particolare dall'espulsione del portiere del Bologna, Skorupski. L'episodio chiave è stato analizzato minuziosamente durante la trasmissione Pressing, con l'ex arbitro Graziano Cesari che ha offerto una lettura complessa della situazione.
Secondo Cesari, l'espulsione di Skorupski rientra in una casistica particolare e rappresenta un caso nuovo. Citando l'UEFA, Cesari ha spiegato come l'interpretazione fornita dall'organo calcistico europeo propenderebbe per una semplice ammonizione. Tuttavia, ha ammesso che la decisione dell'arbitro Maresca non sarebbe del tutto errata, in quanto motivata dalla valutazione di una chiara occasione da gol (Dogso). Nel dettaglio, Skorupski ha abbattuto Vitinha lanciato a rete. Il direttore di gara, dopo aver consultato il VAR, ha confermato la sua decisione iniziale, basandosi sul fatto che nessun difensore si trovava tra Vitinha e la porta, e che la distanza dell'attaccante dalla linea di porta era di 37 metri, mentre l'ultimo difendente era posizionato a 17 metri.
L'analisi di Cesari ha generato un acceso dibattito in studio. Trevisani si è dichiarato in disaccordo con l'interpretazione dell'UEFA, sostenendo che si trattasse di una chiara occasione da gol. Di contro, Sabatini ha definito la decisione arbitrale uno scandalo, evidenziando come Vitinha non stesse tentando direttamente il tiro in porta, ma stesse piuttosto dribblando.
Mauro, con una punta di sarcasmo, ha aggiunto che, in assenza del portiere, persino Sabatini sarebbe stato in grado di segnare. Cesari ha ribattuto, sottolineando la differenza fondamentale tra un giocatore di movimento e un portiere, che ha la facoltà di utilizzare le mani.
Le conseguenze dell'arbitraggio di Maresca non si sono fatte attendere. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l'AIA (Associazione Italiana Arbitri) ha deciso di fermare il direttore di gara. La decisione di Maresca è stata giudicata eccessiva ed erronea, poiché, a detta dell'AIA, mancavano almeno tre parametri fondamentali per configurare una chiara occasione da gol (Dogso): l'assenza di difendenti (in realtà ce n'erano quattro), il chiaro possesso del pallone da parte dell'attaccante e la distanza ravvicinata dalla porta.
Questo episodio riaccende il dibattito sull'interpretazione del regolamento e sull'utilizzo del VAR, che, nonostante l'intento di ridurre gli errori arbitrali, continua a generare discussioni e polemiche nel mondo del calcio. La casistica specifica dell'espulsione di Skorupski dimostra quanto sia complessa la valutazione delle situazioni di gioco e quanto spazio ci sia per interpretazioni divergenti, anche tra gli addetti ai lavori. Resta da vedere se questo episodio porterà a una revisione delle linee guida sull'applicazione del Dogso, al fine di fornire maggiore chiarezza e uniformità nelle decisioni arbitrali.

