L'annuncio dell'accordo tra Google e Apple per integrare Gemini, l'intelligenza artificiale di Mountain View, nei dispositivi iOS ha scosso il panorama tecnologico. L'inedita alleanza tra i due colossi, dominatori del mercato dei sistemi operativi mobile, e l'apparente sconfitta di OpenAI nel campo dell'IA hanno generato un acceso dibattito. Tuttavia, un altro aspetto ha sollevato un'ondata di polemiche, con Elon Musk in prima linea nel denunciare una potenziale concentrazione di potere.
Musk, noto per le sue posizioni forti e spesso controcorrente, ha espresso pubblicamente la sua preoccupazione: "Sembra essere un'irragionevole concentrazione di potere per Google, visto che possiede già Android e Chrome". Effettivamente, Google sta espandendo la presenza di Gemini su vasta scala: dall'integrazione tramite AI Mode sul proprio motore di ricerca, all'implementazione sugli smartphone Android, fino all'accordo con Apple per sbarcare su iPhone.
Questa strategia potrebbe portare Gemini a essere presente sul 70% degli smartphone con sistema operativo Android e sul 30% dei dispositivi iOS, creando una posizione dominante nel mercato dell'intelligenza artificiale mobile. Sebbene una quota residuale di mercato rimanga scoperta, si profila un quasi-monopolio che ha attirato l'attenzione di osservatori e concorrenti.
Elon Musk, dopo aver contribuito agli albori di OpenAI, si è trovato escluso dalla competizione principale nel settore dell'IA. La sua creatura, Grok, sta affrontando sfide legali a livello globale. Tuttavia, la reazione di Musk all'accordo tra Google e Apple suggerisce che l'imprenditore non intende restare in disparte. La sua critica nei confronti di Google potrebbe preludere a una nuova offensiva per rientrare nel gioco.
Oltre alla rivalità con Google, Musk è impegnato in una disputa legale con Sam Altman, il CEO di OpenAI, accusato di frode per la trasformazione della società da ente senza scopo di lucro a una struttura a scopo di lucro in collaborazione con gruppi come Microsoft. L'attacco frontale a Google, con l'accusa di monopolio, sembra un tentativo di sollecitare l'intervento delle autorità antitrust per monitorare attentamente l'accordo con Apple.
In questo scenario complesso si inserisce xAI, una controllata di X Holding Corp., che Musk ambisce a posizionare tra le principali realtà nel panorama dell'IA internazionale. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario farsi spazio in un mercato sempre più competitivo. L'aggressività dimostrata da Musk potrebbe essere interpretata come un tentativo di scardinare sul nascere il duopolio emergente tra Google e OpenAI, al fine di creare opportunità per il proprio modello di intelligenza artificiale. Si tratta di una sorta di "ora o mai più" che il tycoon sembra intenzionato a giocare, in primo luogo, attraverso azioni legali e denunce pubbliche.
Aggiornamenti recenti indicano che le autorità di regolamentazione stanno esaminando attentamente l'accordo tra Apple e Google, valutando potenziali implicazioni sulla concorrenza e sull'innovazione nel settore dell'intelligenza artificiale. L'esito di queste indagini potrebbe avere un impatto significativo sul futuro del mercato e sulle strategie delle aziende coinvolte. La partita è ancora aperta e le prossime mosse dei protagonisti saranno decisive per definire gli equilibri di potere nell'era dell'IA.

