New Glenn di Blue Origin fallisce il lancio: perso il satellite gigante BlueBird 7

Un errore di traiettoria condanna la missione di AST SpaceMobile, ma la corsa al 5G satellitare globale non si ferma nonostante il duro colpo tecnico ed economico

New Glenn di Blue Origin fallisce il lancio: perso il satellite gigante BlueBird 7

L'industria aerospaziale globale ha subito una brusca frenata nelle ultime ore a causa del fallimento parziale della missione New Glenn 3, che ha visto come protagonista sfortunato il satellite BlueBird 7 di AST SpaceMobile. Il lancio, effettuato con l'ambizioso razzo New Glenn sviluppato dalla Blue Origin di Jeff Bezos, si è concluso con un posizionamento orbitale errato che ha reso inutilizzabile l'apparecchio. Nonostante il successo iniziale della separazione degli stadi, lo stadio superiore del vettore non è riuscito a completare la manovra necessaria per inserire il carico utile nella sua orbita operativa, lasciandolo in una traiettoria troppo bassa per permetterne la sopravvivenza a lungo termine. Questo evento rappresenta un momento critico non solo per le aziende coinvolte, ma per l'intera visione di una connettività 5G globale dallo spazio.

Il satellite BlueBird 7 non era un dispositivo comune: con una massa di circa 6000 kg e una gigantesca antenna di 223 metri quadrati, è considerato uno dei più grandi satelliti commerciali mai messi in orbita terrestre bassa. La sua missione era fondamentale per il progetto di AST SpaceMobile, volto a creare la prima rete a banda larga cellulare spaziale capace di collegarsi direttamente agli smartphone standard, eliminando le zone d'ombra in tutto il mondo. Purtroppo, invece di raggiungere l'orbita circolare prevista di 460 km con un'inclinazione di 49,4 gradi, il satellite è stato rilasciato in un'orbita ellittica estremamente instabile di 154 x 494 km con un'inclinazione di soli 36,1 gradi rispetto all'equatore. A questa altitudine così ridotta, l'attrito atmosferico è troppo elevato per essere contrastato dai motori di bordo del satellite, rendendo inevitabile il suo rientro atmosferico distruttivo nel giro di pochi giorni o settimane.

Secondo quanto dichiarato ufficialmente da AST SpaceMobile nella giornata del 2024, sebbene il satellite sia attivo e comunichi correttamente con le stazioni di terra, la correzione della rotta è tecnicamente impossibile. La società ha tuttavia rassicurato gli investitori confermando che il satellite era protetto da una polizza assicurativa del valore di 30 milioni di dollari, una cifra che dovrebbe coprire gran parte dei costi di produzione e lancio persi. Questo incidente pone però una seria sfida logistica alla tabella di marcia dell'azienda, che mira a fornire una copertura commerciale continua attraverso una costellazione di satelliti BlueBird. Attualmente, AST SpaceMobile ha già pronti per la spedizione i modelli BlueBird 8, 9 e 10, che dovrebbero lasciare i laboratori di produzione entro i prossimi 30 giorni, ma resta da vedere se i prossimi lanci subiranno ritardi per indagare sulle cause del malfunzionamento del razzo di Blue Origin.

Il fallimento è particolarmente scottante per Blue Origin, poiché il New Glenn è il vettore pesante su cui Jeff Bezos punta per competere direttamente con la SpaceX di Elon Musk. Una precisione orbitale così carente mette in discussione l'affidabilità del sistema in un momento in cui l'azienda deve dimostrare la propria prontezza per missioni ancora più complesse. Tra queste spicca il progetto della NASA per l'atterraggio senza equipaggio sulla Luna previsto per la fine di quest'anno, oltre agli impegni per la missione EscaPADE verso Marte. Se il problema risiede nel software o nell'hardware dello stadio superiore del New Glenn, le ripercussioni sulla catena di lancio globale potrebbero essere significative, costringendo molti clienti a riconsiderare le proprie finestre temporali.

Nonostante la perdita di BlueBird 7, il fondatore e CEO di AST SpaceMobile, Abel Avellan, ha mantenuto un tono risoluto, confermando l'obiettivo di lanciare circa 45 satelliti entro la fine del 2026. La strategia della compagnia prevede una cadenza di lancio di uno o due satelliti al mese a partire dal prossimo anno, sfruttando accordi con diversi fornitori di servizi di lancio per mitigare i rischi derivanti da singoli fallimenti vettoriali. La tecnologia direct-to-cell, supportata da colossi come AT&T e Verizon negli Stati Uniti, rimane una delle frontiere più promettenti delle telecomunicazioni, promettendo di trasformare ogni telefono cellulare in un ricevitore satellitare senza necessità di hardware aggiuntivo. La perdita di un singolo satellite, per quanto grande e costoso, viene vista nel settore come un incidente di percorso calcolato nella complessa corsa allo spazio del ventunesimo secolo.

In conclusione, mentre i team tecnici di Blue Origin lavorano per identificare la causa esatta dell'anomalia orbitale, la comunità aerospaziale osserva con attenzione le prossime mosse. Il fallimento del BlueBird 7 servirà probabilmente da lezione per perfezionare le procedure di inserimento orbitale dei futuri giganti del cielo. La resilienza dimostrata da AST SpaceMobile e la velocità della loro catena di montaggio in Texas suggeriscono che, nonostante questo stop, la costellazione BlueBird continuerà a crescere, portandoci sempre più vicini a un mondo dove il segnale telefonico non mancherà mai, nemmeno nelle zone più remote del pianeta Terra. Il futuro della connettività globale passerà inevitabilmente attraverso questi giganti alati, sperando che le prossime orbite siano quelle giuste per accendere definitivamente la rete del futuro.

Pubblicato Martedì, 21 Aprile 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 21 Aprile 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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