Il futuro dell'archiviazione dati potrebbe risiedere nel DNA. L'azienda francese Biomemory ha annunciato l'ambizioso progetto di implementare la tecnologia di archiviazione dati basata sul DNA nei data center a partire dalla seconda metà del 2026. Questa svolta è stata resa possibile dall'acquisizione degli asset di Catalog Technologies, una società americana pioniera nel campo della registrazione e computazione dei dati su DNA.
Biomemory si posiziona come il primo integratore a portare la tecnologia DNA Data Storage a un livello di soluzioni commerciali per i Data Center, offrendo soluzioni compatibili con le infrastrutture esistenti. Questa tecnologia promette un'alternativa più sostenibile, sicura ed efficiente dal punto di vista energetico rispetto ai tradizionali hard disk, nastri magnetici e SSD, soprattutto per l'archiviazione di dati "freddi", ovvero quelli consultati raramente.
L'approccio di Biomemory si fonda su un metodo brevettato di produzione massiva di DNA biosicuro e materiali di consumo enzimatici, che garantisce costi operativi competitivi rispetto alle soluzioni di archiviazione tradizionali. I dati vengono codificati in sequenze di DNA sintetico e conservati in speciali contenitori, chiamati DNA Cards, assicurando una conservazione affidabile per un periodo compreso tra 50 e 150 anni in condizioni standard, o addirittura per millenni in ambienti refrigerati e sigillati. Il tasso di errori irreversibili dichiarato è inferiore a quello consentito nel settore.
Gli asset acquisiti da Catalog Technologies, tra cui il prototipo di un dispositivo di scrittura del DNA denominato Shannon (un insieme di testine di stampa), brevetti e tecnologie di lettura/scrittura e calcolo su DNA, complementano e potenziano le capacità di Biomemory, promettendo di accelerare la creazione di soluzioni scalabili ad alta densità e basso consumo energetico.
I sistemi di archiviazione basati sul DNA saranno introdotti come un livello supplementare di storage, utilizzando l'interfaccia standard S3 (object storage), mantenendo così un accesso familiare agli archivi per gli utenti. Già nel 2022, Seagate aveva avviato una collaborazione con Catalog, e si prevede che questa partnership proseguirà anche con il nuovo proprietario della tecnologia.
Catalog aveva fatto notizia nel 2022 quando era riuscita a codificare su DNA un frammento dell'Amleto di William Shakespeare di 17.000 parole, eseguendo una ricerca completa all'interno del testo senza indicizzazione. In teoria, un singolo grammo di DNA potrebbe contenere fino a 200 petabyte di dati, anche se le prime soluzioni di archiviazione avranno capacità inferiori. Questa tecnologia rappresenta un passo significativo verso un futuro in cui l'archiviazione dei dati sarà più efficiente, duratura e sostenibile.

