Trent'anni dopo aver conquistato il mondo, il Tamagotchi, l'animaletto virtuale che ha segnato un'epoca, si prepara a celebrare il suo trentesimo anniversario con il ritorno del modello originale lanciato nel novembre 1996. Bandai ha annunciato una speciale edizione che ripropone fedelmente il design e le funzionalità del primo, storico Tamagotchi, un vero e proprio cult degli anni '90, almeno per il mercato giapponese per ora.
Ma il ritorno del Tamagotchi non è solo un'operazione nostalgia. Questo piccolo dispositivo, con la sua inconfondibile forma a uovo e lo schermo monocromatico, ha rappresentato uno dei primi esempi di compagnia virtuale portatile, capace di creare un legame affettivo con l'utente attraverso le cure quotidiane, le attenzioni costanti e una relazione che andava oltre il semplice gioco. Un'idea semplice, ma estremamente potente, che ha anticipato molte delle dinamiche che oggi ritroviamo nel mondo digitale.
Per celebrare questo importante traguardo, a Tokyo è stata inaugurata la mostra Tamagotchi Grand Exhibition, ospitata presso il Roppongi Museum. L'esposizione ripercorre l'intera evoluzione del prodotto, dalle prime versioni degli anni '90 fino ai modelli più recenti, mostrando come un piccolo schermo in bianco e nero sia riuscito a diventare un simbolo culturale riconosciuto a livello globale.
Nel corso degli anni, il Tamagotchi non è rimasto ancorato al suo esordio. Dopo il boom iniziale, il dispositivo ha saputo reinventarsi più volte, adattandosi ai tempi e alle nuove tecnologie. Una tappa fondamentale di questa evoluzione è stata l'introduzione, nel 2004, del Tamagotchi Plus, che ha introdotto la connessione a infrarossi, trasformando l'esperienza da solitaria a condivisa, permettendo agli utenti di interagire tra loro e di scambiare regali virtuali. Da quel momento in poi, l'evoluzione tecnologica è proseguita con l'arrivo degli schermi a colori nel 2008 e con funzioni sempre più avanzate, come la possibilità di far combinare i personaggi, interagire con app su smartphone e ampliare le modalità di gioco, offrendo un'esperienza sempre più ricca e coinvolgente.
Il concetto di compagno virtuale continua ad essere attuale anche al di fuori dell'universo Tamagotchi. Al recente CES di Las Vegas, la startup Takway ha presentato Sweekar, un dispositivo che riprende l'idea di assistente digitale affettivo, integrando sistemi di AI capaci di riconoscere la voce dell'utente e memorizzarne le attività quotidiane. Questo dimostra come l'idea alla base del Tamagotchi sia ancora estremamente attuale, seppur declinata con tecnologie molto più sofisticate.
La nuova edizione Tamagotchi Original, nata anche da una collaborazione con Uniqlo, punta tutto sulla fedeltà al passato. Niente schermi a colori o funzioni avanzate: il dispositivo ripropone l'esperienza essenziale del 1996, con tre pulsanti, grafica minimale e un gameplay che richiede tempo e dedizione. Un oggetto pensato sia per i nostalgici che per i collezionisti, che vedono nel ritorno del modello originale un pezzo di storia della cultura pop. Resta da vedere se questa riedizione arriverà anche in Italia.

