Il Palazzo dello Sport di Modena, da decenni considerato il tempio laico della pallavolo internazionale, ha vissuto una delle sue notti più gloriose e sofferte nella serata del 17 settembre 2026. Il match tra Italia e Slovenia, valevole per la chiusura del Gruppo A dei Campionati Europei, non è stato soltanto un incontro sportivo, ma una vera e propria prova di forza mentale e atletica che ha confermato il valore assoluto della scuola pallavolistica del nostro Paese. Gli azzurri, guidati con la consueta maestria tattica da Ferdinando De Giorgi, cercavano la conferma definitiva della loro leadership nel raggruppamento, sapendo che il percorso verso le medaglie continentali passa inevitabilmente per queste sfide di altissimo profilo tecnico contro avversari storici.
L'atmosfera all'interno del PalaPanini era elettrica già ore prima del fischio d'inizio. Il pubblico modenese, esperto e appassionato, ha accolto le due formazioni con un calore travolgente, consapevole che la Slovenia rappresenta da anni una delle realtà più ostiche del panorama europeo. La partita si è rivelata un'altalena incredibile di emozioni, culminata in una vittoria per 3-2 che ha richiesto oltre centocinquanta minuti di gioco effettivo per essere portata a casa. Nel primo set l'Italia ha mostrato i muscoli, imponendo una fluidità di manovra impressionante fin dai primissimi scambi. Nonostante un avvio equilibrato, in cui la compagine slovena, sapientemente allenata da Fabio Soli, ha cercato di imporre il proprio ritmo a muro e una difesa quasi impenetrabile, gli azzurri hanno saputo attendere con pazienza il momento propizio per piazzare l'accelerazione decisiva.
Sul punteggio di metà frazione è stato un immenso Daniele Lavia a prendere per mano la squadra: con attacchi chirurgici e una solidità in ricezione ai limiti della perfezione, lo schiacciatore calabrese ha garantito a Riccardo Sbertoli una gestione fluida e creativa della regia. La zampata finale del primo set è arrivata sul 21-19, quando il servizio di Yuri Romanò è diventato improvvisamente devastante per la ricezione avversaria: due ace consecutivi dell'opposto azzurro hanno scavato il solco definitivo, permettendo all'Italia di chiudere il parziale sul 25-19. La varietà del gioco espresso dai ragazzi di De Giorgi ha confermato la crescita costante di un gruppo che, pur avendo vinto molto negli ultimi anni, mantiene una fame e una solidità mentale di altissimo profilo.
Il secondo set ha ricalcato inizialmente lo spartito della resilienza slovena. Gli ospiti sono partiti con una marcia in più, approfittando di un fisiologico calo di concentrazione azzurro e portandosi avanti fino al 4-9. In questa fase la Slovenia ha sfruttato al meglio le diagonali strette e una fase difensiva che sembrava non lasciar cadere alcun pallone. Tuttavia, la maturità di questa Italvolley si manifesta proprio nella capacità di restare aggrappata al match anche nei momenti di massima difficoltà. Grazie a un recupero punto su punto, propiziato da un muro invalicabile e dalla freschezza atletica del giovane centrale Mati, l'Italia ha ribaltato lo svantaggio nelle fasi calde del set. Un parziale di quattro punti consecutivi ha gelato le ambizioni degli avversari, permettendo agli azzurri di chiudere sul 25-22 e di festeggiare la certezza aritmetica del primato nel girone.
Il terzo parziale è stato il più drammatico e lungo della serata modenese. L'Italia sembrava in totale controllo, portandosi a un passo dal chiudere la pratica con un secco 3-0 che avrebbe risparmiato energie preziose. Gli azzurri hanno avuto ben tre match point, ma la Slovenia ha dimostrato perché è considerata la vera bestia nera del volley continentale. Con una prova di carattere incredibile, gli uomini di Fabio Soli hanno annullato ogni occasione avversaria, lottando su ogni pallone fino a strappare il set ai vantaggi per 27-29. Questa sconfitta parziale ha scosso le certezze italiane, portando a un quarto set giocato dall'Italia sottotono e con troppi errori diretti, specialmente dai nove metri. Gli sloveni hanno amministrato il vantaggio con intelligenza tattica, chiudendo sul 19-25 e trascinando la contesa al fatidico tie-break.
Nel frattempo, De Giorgi inseriva strategicamente forze fresche come lo schiacciatore Sani per far rifiatare i titolari e testare le risposte del gruppo in vista della fase calda del tabellone. Nel quinto e decisivo set, l'Italia ha ritrovato la propria anima guerriera. Nonostante la stanchezza fisica evidente, i ragazzi sono entrati in campo con una determinazione feroce. Riccardo Sbertoli ha orchestrato magistralmente ogni schema d'attacco, coinvolgendo non solo le bande laterali ma anche il centro, dove la presenza fisica degli azzurri è tornata a farsi sentire in modo prepotente. La progressione è stata costante: dal 5-2 iniziale al cambio campo sull'8-5, fino all'allungo finale. È stato un attacco potente di Kamil Rychlicki a sigillare il 15-9 definitivo, mettendo fine a una maratona agonistica che ha entusiasmato i presenti.
Questo successo è un segnale chiaro inviato a tutte le pretendenti al titolo: l'Italia sa soffrire e vincere anche quando il gioco non scorre fluido, una dote fondamentale per arrivare fino in fondo in una competizione così serrata. La vittoria contro la Slovenia non regala solo il primo posto nel Gruppo A, ma consolida la consapevolezza di un gruppo che sa attingere a piene mani dalla panchina senza perdere identità. Ora la testa va immediatamente a domenica, quando a Torino gli azzurri affronteranno la Danimarca negli ottavi di finale. La gestione della rosa operata a Modena sarà determinante per mantenere alta l'energia, con il sogno di confermarsi stabilmente sul tetto d'Europa e regalare un'altra gioia immensa ai propri tifosi in questo magico 2026.

