Piero Gros, una delle figure più emblematiche dello sci italiano, ha espresso pubblicamente la sua delusione e frustrazione riguardo all'organizzazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. In un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Gros ha denunciato una mancanza di rispetto e una scarsa considerazione nei confronti degli atleti, pilastri fondamentali dei Giochi Olimpici.
"Non sono arrabbiato, sono deluso", ha esordito Gros, spiegando di essere stato contattato tramite Whatsapp solo un mese prima dell'evento per partecipare come tedoforo in una località non specificata. La sua risposta è stata una proposta precisa: partecipare alla cerimonia a Milano insieme a tutti i medagliati olimpici italiani di ogni edizione. Un gesto che, a suo dire, avrebbe celebrato il valore degli atleti e il loro contributo alla storia olimpica italiana.
La proposta di Gros, tuttavia, è caduta nel vuoto. Nessuna risposta, nessun chiarimento, nessun segno di considerazione. Un silenzio che ha ferito l'ex campione, spingendolo a cancellare il contatto e a rifiutare un invito last-minute a portare la fiamma olimpica a Torino, offerto dall'assessore allo Sport del Comune, Carretta. "Ho detto di no perché ho ritenuto che l’iniziativa nascesse da una dimenticanza", ha spiegato Gros, sottolineando come un invito così tardivo sminuisca il valore dell'evento e la sua stessa partecipazione.
Gros ha voluto precisare di non voler alimentare polemiche sterili, ma di voler difendere i valori olimpici e il rispetto per le persone. Ha espresso rammarico per il coinvolgimento di figure esterne al mondo dello sport a discapito di campioni che hanno fatto la storia dello sci e di altre discipline. Un'occasione persa, a suo dire, per coinvolgere e appassionare il pubblico, offrendo un valore aggiunto all'evento.
Il disappunto di Gros si estende anche alla mancanza di organizzazione e di logica che, a suo parere, caratterizza la gestione dei Giochi. Un contrasto stridente con l'esperienza positiva vissuta durante le Olimpiadi di Torino 2006, quando ebbe l'onore di partecipare all'accensione del braciere insieme ad altri grandi nomi dello sport italiano. In quell'occasione, Gros si sentì parte integrante di un progetto condiviso, frutto di un lungo lavoro di preparazione e di un profondo rispetto per i valori olimpici.
La vicenda sollevata da Piero Gros pone interrogativi importanti sull'organizzazione di Milano-Cortina 2026 e sulla necessità di valorizzare il ruolo degli atleti, protagonisti indiscussi dei Giochi Olimpici. Un appello al rispetto, alla memoria e alla passione, affinché le Olimpiadi siano una festa dello sport e un'occasione per celebrare i suoi veri eroi.

