Cesc Fabregas, attuale allenatore del Como, ha rilasciato importanti dichiarazioni a margine della consegna del Premio Bearzot, prestigioso riconoscimento dedicato alla memoria del compianto allenatore campione del mondo nel 1982. Lo spagnolo, primo allenatore straniero a ricevere tale onore, ha parlato del suo futuro, del suo legame con il Como e della possibilità di diventare commissario tecnico in futuro.
"Futuro in un altro club italiano? Lo vedo molto difficile, sono molto attaccato e coinvolto. È vero che l'anno scorso ho avuto dei contatti, volevo sapere come lavoravano altre società, ho avvisato il presidente ma ho preso la decisione di rimanere perché amo questa realtà", ha dichiarato Fabregas. Parole che blindano il suo futuro in riva al Lago di Como, nonostante in passato il suo nome fosse stato accostato a panchine importanti come quelle dell'Inter e della Roma. L'ex centrocampista di Arsenal e Barcellona ha ribadito il suo entusiasmo per il progetto del Como: "Sono molto contento di ciò che si può fare a Como, spero di continuare ancora per tanto tempo. Questo è un progetto importante, io mi devo sentire bene, è importante che la mia famiglia stia bene, se loro sono contenti a Como io rimango qui".
Fabregas ha poi affrontato il tema della sua possibile candidatura come CT della nazionale italiana: "Magari un giorno. Ora sono troppo allenatore, mi devo sentire tutti i giorni in campo. Essere ct in questo momento per me potrebbe essere noioso, c'è troppo tempo libero. Nel futuro, quando sarò più vecchio, non si sa mai". Parole che lasciano aperta una porta per il futuro, ma che escludono un suo impegno immediato sulla panchina azzurra. L'allenatore ha spiegato di preferire, al momento, il lavoro quotidiano sul campo, ritenendo che il ruolo di CT comporterebbe troppo tempo lontano dall'azione.
Un altro tema toccato da Fabregas è stato quello della presenza di pochi giocatori italiani nel Como: "Capisco le critiche anche perché arrivano in un momento in cui per tante circostanze l'Italia non si è qualificata al mondiale per la terza volta consecutiva. Se l'Italia avesse fatto bene nessuno avrebbe parlato di quello. Stiamo cercando di fare un settore giovanile forte, stabile, con tantissimi italiani. Si sta anche investendo nella struttura, ieri c'erano tre giovani italiani in panchina, Rispoli lo scorso anno ha giocato con noi, speriamo torni il prossimo anno e Goldaniga lo scorso anno è il terzo che ha giocato di più. Dobbiamo dire che quest'anno non ce ne sono tanti però fa anche parte di una società che sta crescendo molto molto velocemente e certe volte si deve sacrificare una cosa o l'altra. Però per niente ci siamo dimenticati e spero che nel futuro il Como possa avere tanti tanti italiani". Fabregas ha sottolineato l'impegno della società nel valorizzare il talento italiano, sia attraverso il settore giovanile che attraverso investimenti nelle infrastrutture. Ha inoltre ricordato come, in passato, diversi giocatori italiani abbiano vestito la maglia del Como, auspicando un loro ritorno in futuro.
Infine, Fabregas ha espresso il suo orgoglio per aver ricevuto il Premio Bearzot: "È veramente un onore, mi sono sentito amato dal primo giorno in Italia. Questo è un premio che non conoscevo, mi sono informato e ho provato a studiare chi fosse Enzo Bearzot e per questo oggi diventa speciale. È un premio alla città di Como, perché da soli non si va da nessuna parte". Un riconoscimento che, come sottolineato dallo stesso allenatore, va condiviso con tutta la città di Como, simbolo di un legame forte e duraturo.

