Dopo l'incidente che ha coinvolto Oliver Bearman nel corso del Gran Premio del Giappone, il pilota della Williams, Carlos Sainz, ha espresso forti critiche nei confronti della FIA e delle nuove normative della Formula 1. L'incidente, avvenuto tra Bearman e Franco Colapinto in prossimità della curva Spoon, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulle disparità di velocità tra le vetture.
Sainz ha sottolineato come, già diverse settimane prima dell'evento, i piloti avessero espresso preoccupazioni riguardo alle differenze di velocità in pista, potenzialmente pericolose. Secondo il pilota spagnolo, queste disparità, accentuate dall'uso del sistema di recupero dell'energia (ERS) e dalla gestione della potenza, creano situazioni di rischio elevato, specialmente nelle fasi iniziali della gara.
"Era solo questione di tempo prima che si verificasse il primo grande incidente", ha dichiarato Sainz al termine della gara. "Non so se Franco abbia fatto qualcosa di stupido o meno, non posso giudicare, ma indipendentemente da questo, questo tipo di incidenti succederà spesso con questo insieme di regolamenti".
Le parole di Sainz non si sono limitate alla mera constatazione dell'accaduto. Il pilota ha accusato la FIA di aver dato ascolto principalmente ai team, tralasciando le perplessità dei piloti, coloro che effettivamente affrontano i rischi in pista. Secondo Sainz, la differenza di velocità tra le vetture in fase di sorpasso può raggiungere i 50 km/h, una situazione inaccettabile che aumenta esponenzialmente il rischio di incidenti.
"Questo è il problema quando si ascoltano solo i team: penseranno che le gare vadano bene perché magari si divertono a guardarle in TV, ma dal punto di vista di un pilota, quando stai correndo e ti rendi conto che possono esserci 50 km/h di differenza di velocità, quello in realtà non è correre", ha affermato Sainz. "Non credo esista una categoria al mondo con queste velocità che abbiamo mentre lottiamo l'uno con l'altro, ed è proprio lì che possono succedere grossi incidenti, perché ti colgono di sorpresa: difendi tardi, vieni raggiunto dall'auto che ti è dietro".
Il pilota della Williams ha auspicato un cambio di rotta da parte della FIA, chiedendo un maggiore coinvolgimento dei piloti nel processo decisionale e una revisione delle normative per migliorare la sicurezza in pista. Sainz ha proposto un piano in più fasi, con interventi mirati già dal prossimo Gran Premio di Miami e ulteriori miglioramenti a medio termine.
In risposta alle crescenti preoccupazioni, la FIA ha rilasciato un comunicato stampa annunciando una serie di incontri nel mese di aprile con tutti gli stakeholders della Formula 1, inclusi team, produttori di power unit e piloti, per discutere i punti critici e individuare possibili soluzioni. L'obiettivo è quello di raccogliere dati e feedback per ottimizzare le normative e garantire un livello di sicurezza adeguato.
"Sin dalla loro introduzione, i regolamenti 2026 sono stati oggetto di discussioni continue tra la FIA, i team, i produttori di power unit, i piloti e la FOM. Per loro natura, questi regolamenti includono una serie di parametri regolabili, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’energia, che consentono un’ottimizzazione basata su dati reali", si legge nel comunicato della FIA. "È sempre stata posizione condivisa da tutte le parti interessate che una revisione strutturata avrebbe avuto luogo dopo la fase iniziale della stagione, al fine di permettere la raccolta e l’analisi di dati sufficienti. Sono pertanto programmati diversi incontri ad aprile per valutare il funzionamento dei nuovi regolamenti e determinare se siano necessari eventuali perfezionamenti".
L'incidente di Bearman ha dunque sollevato un polverone nel mondo della Formula 1, mettendo in discussione l'efficacia delle nuove normative e l'importanza del coinvolgimento dei piloti nel processo decisionale. Resta da vedere se gli incontri di aprile porteranno a soluzioni concrete per migliorare la sicurezza e garantire uno spettacolo più equilibrato e meno rischioso.

