La calda estate newyorkese del 2026 continua a regalare emozioni contrastanti per i colori azzurri sui campi in cemento di Flushing Meadows. La giornata odierna degli US Open ha delineato un bilancio agrodolce per la spedizione italiana: se da un lato si festeggia la maturità raggiunta da Flavio Cobolli e la tenacia di Luciano Darderi, entrambi approdati al terzo turno, dall’altro brucia l’eliminazione inaspettata di Lorenzo Musetti e la resa onorevole, ma netta, di Matteo Bellucci. In un torneo che sta confermando l’altissimo livello tecnico e fisico del circuito contemporaneo, l’Italia dimostra di avere ancora frecce importanti al proprio arco, pur dovendo fare i conti con passaggi a vuoto che lasciano l’amaro in bocca.
Il match più entusiasmante della sessione ha visto protagonista Flavio Cobolli. Il tennista romano, ormai stabilmente tra i protagonisti del circuito maggiore, ha superato l’australiano Tristan Schoolkate al termine di una battaglia di nervi e resilienza durata due ore e quarantuno minuti. L’inizio non è stato dei più semplici: nel primo parziale, l’australiano ha sorpreso l’azzurro con un tennis aggressivo e preciso, strappando il servizio sul 2-1 e chiudendo rapidamente sul 6-3 in soli 37 minuti. Tuttavia, la capacità di reazione di Cobolli è stata esemplare. Senza lasciarsi scoraggiare dal vantaggio avversario, Flavio ha iniziato a macinare gioco da fondo campo, trovando profondità e costringendo Schoolkate all’errore. Il pareggio è arrivato con un speculare 6-3, frutto di un break chirurgico ottenuto sul 4-3. La partita si è poi incanalata su binari di grande equilibrio tattico, ma è stato l’italiano a gestire meglio i momenti chiave: nel terzo set, un break sul 3-2 ha spianato la strada verso il 6-4, portandolo in vantaggio nel computo totale dei set.
L’ultimo parziale del match di Cobolli ha vissuto momenti di pura tensione agonistica. Schoolkate, spalle al muro, ha tentato il tutto per tutto trovando un break immediato, ma la risposta di Flavio non si è fatta attendere. Con un contro-break immediato, l’azzurro ha ristabilito la parità, trascinando la sfida fino al 5-5. Qui, l’esperienza internazionale accumulata in questi anni ha fatto la differenza: Cobolli ha piazzato la zampata decisiva, strappando il servizio all’avversario e chiudendo i conti sul 7-5. Una vittoria di peso, che proietta il romano verso un terzo turno dove le ambizioni iniziano a farsi importanti. Parallelamente, un’altra nota lieta è arrivata da Luciano Darderi. L’italo-argentino ha confermato di essere un combattente nato, superando il ceco Dalibor Svrcina in una maratona di tre ore e quarantasette minuti terminata 6-3, 6-7(5), 6-4, 6-4. Darderi ha mostrato una solidità fisica invidiabile, riuscendo a imporsi in scambi prolungati e mantenendo la calma anche dopo aver perso un tie-break del secondo set che avrebbe potuto fiaccare chiunque. Al prossimo turno, Darderi affronterà proprio il giustiziere di Musetti, l’australiano Dane Sweeny, in quello che si preannuncia come un match di logoramento.
Purtroppo, la grande delusione della giornata porta il nome di Lorenzo Musetti. Il carrarino, da cui ci si aspettava un percorso netto verso gli ottavi di finale, è caduto sotto i colpi di Dane Sweeny in poco più di due ore e mezza. Eppure la partita era iniziata nel migliore dei modi, con un Musetti padrone del campo e capace di aggiudicarsi il primo set per 6-3 grazie alla sua solita eleganza tecnica. Tuttavia, nel secondo set si è spenta improvvisamente la luce. Sweeny ha alzato il ritmo, mentre Lorenzo ha iniziato a commettere una serie inusuale di errori non forzati, cedendo per 6-1. Il tracollo è proseguito nel terzo set dove, nonostante qualche timido segnale di ripresa, il toscano ha perso il servizio ben quattro volte, soccombendo per 6-2. Anche il quarto set è stato una fotocopia del precedente, con l’australiano solido al servizio e l’azzurro incapace di trovare contromisure efficaci, chiudendo definitivamente la contesa con un altro 6-2. Un’eliminazione che brucia, soprattutto perché sfuma la possibilità di un derby italiano tutto cuore e tecnica.
Infine, nulla da fare per Matteo Bellucci, che si è trovato di fronte l’ostacolo forse più difficile del tabellone in questo momento: l’idolo di casa Taylor Fritz. L’americano, sostenuto dal pubblico del Louis Armstrong Stadium, ha messo in mostra un tennis ai limiti della perfezione, dominando l’incontro sin dalle prime battute. Il punteggio finale di 6-0, 6-1, 6-1 non lascia spazio a interpretazioni: Fritz ha giocato una partita impeccabile, servendo con percentuali altissime e non lasciando mai respiro al giovane azzurro. Per Bellucci resta comunque l’esperienza positiva di aver calcato uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo, una lezione che sarà fondamentale per la sua crescita futura nel corso di questo 2026. In conclusione, il tennis italiano agli US Open resta aggrappato alla solidità di Cobolli e Darderi, chiamati ora a difendere l’onore azzurro nella seconda settimana di un torneo che non ammette distrazioni.

