Dopo otto anni di intense osservazioni condotte con una schiera di strumenti astronomici all'avanguardia, è stato finalmente svelato l'annoso mistero che avvolgeva Betelgeuse, la stella più brillante del nostro cielo notturno. Questa supergigante rossa, situata nella costellazione di Orione, presentava delle enigmatiche variazioni di luminosità che hanno a lungo incuriosito e disorientato gli scienziati. In particolare, Betelgeuse mostra due distinti cicli di cambiamento di luminosità: uno più breve, la cui origine era già stata spiegata in modo convincente, e uno più lungo, la cui causa è rimasta a lungo oggetto di dibattito e speculazione.
L'ipotesi principale per spiegare le fluttuazioni di luminosità di Betelgeuse, con un periodo compreso tra 2100 e 2300 giorni terrestri, era l'esistenza di una stella compagna all'interno del sistema. Tuttavia, l'estrema brillantezza di Betelgeuse rendeva estremamente difficile l'osservazione diretta delle sue immediate vicinanze. Una svolta significativa si è verificata nell'estate dell'anno precedente, quando gli scienziati sono riusciti a individuare un oggetto proprio nella posizione prevista dai modelli che descrivono l'orbita potenziale di una compagna. Questa scoperta, ottenuta al limite della risoluzione angolare del telescopio, corrispondeva a un livello di 1,5 sigma, insufficiente per una conferma definitiva.
Un indizio più convincente sulla presenza di una compagna nei pressi di Betelgeuse poteva essere fornito dall'atmosfera gassosa della stella gigante, che si pensava venisse attraversata da un satellite invisibile, analogamente a una barca che solca la superficie di un lago. Grazie a quasi otto anni di osservazioni, effettuate con il telescopio spaziale Hubble e con osservatori terrestri in Arizona e nelle Isole Canarie, i ricercatori hanno scoperto una sorta di "scia": una densa scia di gas lasciata da una piccola compagna mentre attraversava l'estesa atmosfera di Betelgeuse. Questa scia ha generato delle alterazioni caratteristiche nello spettro della stella, in particolare nella gamma dell'ultravioletto, fornendo una prova diretta della presenza di un secondo oggetto. Tali variazioni sono correlate al periodo orbitale del satellite, stimato in circa 2109 giorni, equivalenti a circa 5,77 anni.
Il satellite scoperto è stato battezzato Siwarha. I suoi passaggi davanti e dietro il disco di Betelgeuse coincidono con picchi nelle linee del ferro nello spettro: il picco è significativamente più alto quando Siwarha transita davanti alla stella e più basso quando transita dietro. Questa osservazione fornisce la prima prova diretta che Betelgeuse non è una stella solitaria, ma fa parte di un sistema con almeno una compagna. Si prevede che Siwarha riemergerà da dietro Betelgeuse nell'agosto del 2027, consentendo ulteriori osservazioni e la possibilità di affinare i parametri del sistema. Questa scoperta rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione delle dinamiche stellari e apre nuove prospettive per lo studio dei sistemi binari e multipli.

