L'inarrestabile avanzata dell'intelligenza artificiale (IA) e del calcolo ad alte prestazioni sta portando a un consumo energetico senza precedenti da parte dei data center negli Stati Uniti. PJM Interconnection, il più grande operatore di reti elettriche del paese, che serve 13 stati e circa 67 milioni di persone, segnala un aumento vertiginoso della domanda di energia nella sua area di competenza, una situazione che, secondo gli esperti, si sta avvicinando a un punto di non ritorno.
Mark Christie, ex presidente della Federal Energy Regulatory Commission, ha espresso serie preoccupazioni, affermando che il rischio di interruzioni di corrente nella rete PJM è imminente. In caso di condizioni meteorologiche estreme, come ondate di gelo, potrebbero verificarsi blackout a rotazione con conseguenze potenzialmente fatali, come già accaduto in Texas alcuni anni fa.
Fino a poco tempo fa, la rete PJM non aveva subito una crescita significativa della domanda di elettricità per anni. Tuttavia, le previsioni più recenti indicano un aumento medio annuo del 4,8% nei prossimi dieci anni. Il problema principale è che le centrali elettriche vengono chiuse più rapidamente di quanto ne vengano costruite di nuove, creando un deficit di capacità che non riesce a soddisfare la crescente richiesta.
Le politiche energetiche promosse dall'amministrazione Biden hanno accelerato la chiusura di centrali elettriche, in particolare quelle a carbone e a gas, a causa dell'obsolescenza e delle pressioni ambientali. Allo stesso tempo, sono state ostacolate la costruzione di nuove centrali e l'ammodernamento di quelle esistenti. L'aumento della produzione di gas di scisto ha contribuito alla chiusura di centrali a carbone e nucleari, immettendo sul mercato gas naturale a basso costo. Inoltre, la crescente disponibilità di energia eolica e solare ha reso meno attraenti gli investimenti a lungo termine nell'energia nucleare e fossile.
La combinazione di questi fattori ha portato a una situazione in cui la capacità di generazione di energia negli USA non è sufficiente a soddisfare la domanda in aumento. Già la scorsa estate, PJM ha dovuto ricorrere a misure di emergenza per evitare blackout, compensando le aziende che accettavano di interrompere volontariamente la produzione durante le ore di picco.
La scarsità di risorse porta inevitabilmente all'aumento dei prezzi. Di conseguenza, l'elettricità nel sistema PJM è aumentata in media del 2%, generando malcontento tra i cittadini e diventando un tema centrale nelle campagne elettorali di diversi politici. La complessità della situazione è ulteriormente aggravata dalla divisione politica dei 13 stati serviti da PJM, controllati sia da democratici che da repubblicani, rendendo difficile raggiungere un consenso su questioni energetiche cruciali.
Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalle grandi aziende tecnologiche come Amazon, Alphabet e Microsoft, che gestiscono enormi data center e infrastrutture per l'IA. Queste società si sono rifiutate di aderire alle raccomandazioni di PJM di ridurre il consumo energetico durante le ore di picco e di costruire proprie centrali elettriche per soddisfare il loro fabbisogno. Al contrario, continuano a richiedere sempre più energia, mettendo a dura prova una rete già sovraccarica. Ad esempio, la richiesta di un nuovo data center di Google in Virginia, connesso alla rete di Dominion Energy (anch'essa controllata da PJM), richiederebbe un raddoppio della produzione di energia entro il 2039.
La gravità della situazione è evidenziata anche dalle dimissioni del precedente amministratore delegato di PJM alla fine dell'anno, il cui successore è ancora in fase di ricerca. A novembre 2025, i tentativi di stabilire nuove regole per l'approvvigionamento energetico dei data center si sono arenati a causa della mancata convergenza tra i dirigenti di PJM, le aziende tecnologiche, i fornitori di energia, le utility e le autorità di regolamentazione locali. Il consiglio di amministrazione di PJM sta ancora lavorando a una proposta, mentre crescono le richieste di intervento da parte delle autorità di regolamentazione federali.
Una denuncia presentata alla Federal Energy Regulatory Commission chiede che PJM interrompa la connessione di nuovi data center alla rete se non vi è sufficiente capacità di generazione e trasmissione per soddisfare la loro domanda. Con l'avvicinarsi dell'inverno, PJM avverte che la situazione è critica e che il rischio di blackout a rotazione è concreto. Una situazione simile si sta verificando anche in altri stati, dove la domanda di elettricità supera la capacità di generazione, trainata principalmente dai data center, la cui insaziabile fame di energia rischia di mandare in tilt l'intero sistema.

