OpenAI apre a tutti il generatore di immagini potenziato da GPT-4o
L’ultimo generatore di immagini di OpenAI, basato sul modello GPT-4o, è ora disponibile per tutti gli utenti di ChatGPT. L’annuncio è stato dato dal CEO Sam Altman tramite un post su X, segnando un cambiamento significativo rispetto alla precedente esclusività per gli utenti abbonati.
Non sono ancora stati definiti con precisione i limiti per gli utenti della versione gratuita, ma Altman aveva anticipato la scorsa settimana la possibilità di un tetto massimo di tre immagini al giorno. Resta da vedere se questa soglia sarà confermata ora che la funzione è accessibile a tutti.
Un successo travolgente, ma anche qualche criticità
Il lancio del generatore di immagini ha subito riscosso un enorme successo, con una domanda talmente elevata da mettere sotto pressione le unità di calcolo grafiche (GPU) di OpenAI. L’afflusso di nuovi utenti è stato impressionante: si parla di circa un milione di iscrizioni in un’ora.
Tra gli usi più popolari dello strumento spicca la trasformazione di fotografie nello stile dello Studio Ghibli, un trend che ha sollevato interrogativi sui diritti d’autore e sui dati impiegati per l’addestramento del modello, viste le somiglianze stilistiche.
Non sono mancati, tuttavia, utilizzi impropri, come la generazione di ricevute false. Un portavoce di OpenAI ha dichiarato a TechCrunch che tutte le immagini create con ChatGPT sono dotate di metadati che ne tracciano l’origine e che l’azienda interviene in caso di violazioni delle linee guida.
Crescita record e nuovi investimenti
Oltre all’apertura del generatore di immagini, OpenAI ha annunciato un finanziamento da 40 miliardi di dollari (circa 37 miliardi di euro) guidato da SoftBank, portando la valutazione dell’azienda a 300 miliardi di dollari (circa 277 miliardi di euro).
Intanto, la crescita di ChatGPT continua a ritmo sostenuto: la piattaforma ha raggiunto 500 milioni di utenti attivi settimanali e 700 milioni di utenti mensili, consolidando la sua posizione di leader nell’intelligenza artificiale generativa.
Fonte: HDblog