Guardiola rompe il silenzio: appello commosso su guerre e vittime innocenti

Il tecnico del Manchester City si scaglia contro l'indifferenza globale, citando conflitti in Ucraina, Gaza, Sudan e crimini negli USA

Guardiola rompe il silenzio: appello commosso su guerre e vittime innocenti

Alla vigilia della semifinale di Coppa di Lega contro il Newcastle, Pep Guardiola ha trasformato la conferenza stampa in un potente appello umanitario. Il tecnico del Manchester City, noto per la sua attenzione ai dettagli tattici e alle dinamiche di gioco, ha sorpreso tutti esprimendo profonda preoccupazione per i conflitti globali e le sofferenze delle vittime civili. Un intervento appassionato, raro in contesti pre-partita, che ha acceso i riflettori su temi urgenti e spesso trascurati.

Guardiola ha iniziato citando le guerre in Ucraina, Gaza e Sudan, teatri di violenza inaudita e di immense tragedie umanitarie. Ha poi ampliato il suo discorso, toccando un nervo scoperto negli Stati Uniti, criticando aspramente l'amministrazione di Donald Trump in seguito all'uccisione di Renée Good e Alex Pretti da parte di agenti dell'ICE a Minneapolis. Un episodio che ha scosso profondamente l'opinione pubblica americana e che ha trovato eco nelle parole del tecnico spagnolo. "Guardate cosa è successo negli Stati Uniti: Renée Good e Alex Pretti sono stati uccisi. Uccidere migliaia di persone innocenti? Mi fa male", ha dichiarato con evidente emozione Guardiola.

La sua critica non si è fermata alla condanna degli atti di violenza, ma si è estesa all'indifferenza percepita verso le sofferenze altrui. "Non capisco come si possa rimanere impassibili quando si vedono queste immagini ogni giorno - questi padri, queste madri, questi bambini, queste vite distrutte - senza che nessuno provi la minima compassione. Mi dispiace, ma non posso". Un'accusa diretta a chi, pur consapevole della gravità della situazione, non si sente interpellato o non agisce per alleviare il dolore del mondo.

Guardiola ha poi sollevato un tema cruciale: il ruolo dei media e la responsabilità collettiva. "Apprezzo che mi venga posta questa domanda per la prima volta in dieci anni. Sembra che ai media non sia permesso farlo come parte del loro lavoro. Ma c'è qualcuno che vede queste immagini da tutto il mondo - le guerre - e rimane impassibile?". Un interrogativo provocatorio, che mette in discussione la capacità dei media di informare e sensibilizzare l'opinione pubblica e la responsabilità di ciascuno di noi di fronte alle ingiustizie e alle atrocità.

"Non si tratta di avere ragione o torto. Mai nella storia dell'umanità abbiamo avuto queste informazioni esposte così chiaramente come oggi. Questi sono i nostri problemi di esseri umani", ha concluso Guardiola, sottolineando l'importanza di riconoscere la nostra comune umanità e di agire di conseguenza. Un appello che risuona con forza in un'epoca segnata da conflitti, divisioni e indifferenza, e che invita a riflettere sul nostro ruolo nel costruire un mondo più giusto e pacifico. Le parole di Guardiola giungono in un momento storico particolarmente delicato. La guerra in Ucraina, iniziata nel febbraio 2022, ha causato milioni di sfollati e innumerevoli vittime civili, destabilizzando l'intera regione e innescando una crisi energetica globale. Il conflitto tra Israele e Hamas, riesploso nell'ottobre 2023, ha portato a una catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza, con migliaia di morti e feriti, soprattutto tra i civili. La situazione in Sudan, dilaniato da una guerra civile dal aprile 2023, è altrettanto drammatica, con milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria.

In questo contesto, l'appello di Guardiola assume un significato ancora più profondo, invitando a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza e a impegnarsi attivamente per la costruzione della pace e della giustizia. Un messaggio che, al di là del mondo del calcio, si rivolge a tutti noi, come cittadini del mondo e come esseri umani.

Pubblicato Mercoledì, 04 Febbraio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 04 Febbraio 2026

Marco P.

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