La contraffazione digitale nel mondo del gioco online è diventata una realtà allarmante, una minaccia concreta che si propaga rapidamente su scala internazionale. Questo fenomeno insidioso non risparmia nessuno: consumatori ignari, operatori autorizzati e persino i sistemi fiscali nazionali ne subiscono le conseguenze. Mentre in Italia il legislatore e l’autorità di regolamentazione si concentrano sul riordino del gioco pubblico, in particolare nella sua componente fisica, una realtà parallela si sta sviluppando silenziosamente nel cyberspazio: la proliferazione di piattaforme di casinò online clonate.
Negli ultimi mesi, si è assistito a un incremento preoccupante di siti web illegali che riproducono fedelmente slot machine, roulette e altri giochi da tavolo di successo. Questi siti imitano abilmente i marchi più noti nel settore dell'iGaming, sfruttando la difficoltà per l'utente medio di distinguere un prodotto autentico da una copia sofisticata. Queste piattaforme operano al di fuori di qualsiasi quadro normativo, senza licenze ADM o equivalenti, drenando risorse preziose dal circuito legale e alimentando un fiorente mercato parallelo. I proventi illeciti derivanti da queste attività criminali spesso finanziano altre attività illegali, creando un circolo vizioso difficile da spezzare.
I giochi clonati sono spesso ospitati su server situati in giurisdizioni con controlli deboli o addirittura assenti. Questi siti utilizzano domini ".com" e infrastrutture tecniche estremamente flessibili, cambiando frequentemente indirizzi IP e nomi di dominio per eludere i tentativi di blocco da parte delle autorità nazionali. Anche quando l'individuazione tecnica è possibile, risalire a una responsabilità giuridica effettiva si rivela un'impresa ardua, a causa della scarsa cooperazione giudiziaria internazionale. Le normative internazionali spesso non sono sufficientemente coordinate per affrontare efficacemente questo tipo di criminalità transnazionale.
Il fenomeno è stato inizialmente osservato in alcuni mercati asiatici e dell'Europa orientale, ma gli esperti del settore avvertono che si tratta di un modello facilmente esportabile, soprattutto in contesti in cui il gioco online cresce rapidamente e la percezione del rischio da parte dei giocatori è ancora limitata. La tecnologia odierna consente di replicare quasi perfettamente interfacce grafiche, logiche di gioco e persino finte certificazioni di sicurezza, rendendo sempre più difficile per i giocatori riconoscere un'offerta legale da una fraudolenta. L'utilizzo di intelligenza artificiale e machine learning da parte dei criminali informatici rende le copie sempre più realistiche e difficili da smascherare.
Il paradosso è che un produttore ufficiale potrebbe trovarsi esposto a contestazioni o danni reputazionali per giochi che non ha mai distribuito, ma che rappresentano copie perfette dei suoi titoli di maggior successo. Non a caso, sono gli stessi operatori internazionali a denunciare pubblicamente la difficoltà di proteggere i propri marchi e i propri utenti da queste pratiche illecite. Le aziende del settore sono costrette a investire ingenti risorse in sistemi di sicurezza avanzati e monitoraggio costante per proteggere la propria proprietà intellettuale e la reputazione del marchio.
Il danno non è soltanto economico, legato alla perdita diretta delle somme giocate o al mancato gettito erariale, ma riguarda anche la sicurezza informatica e la tutela dei dati personali. Su piattaforme non regolamentate, informazioni sensibili e strumenti di pagamento possono essere facilmente sottratti o utilizzati per attività di riciclaggio e frodi finanziarie. I giocatori che utilizzano questi siti rischiano di diventare vittime di furto di identità e frodi finanziarie, con conseguenze potenzialmente devastanti per la loro vita personale e professionale.
Il quadro richiama quanto già avvenuto nel gioco fisico con la clonazione delle schede elettroniche delle slot machine, fenomeno che la giurisprudenza italiana ha qualificato come frode informatica grave per l’alterazione dei flussi di dati verso il sistema di controllo statale. Anche nel digitale il rischio è quello di un’offerta parallela sempre più strutturata, capace di aggirare i presidi costruiti negli anni dal regolatore. La sofisticazione delle tecniche utilizzate dai criminali informatici richiede un costante aggiornamento delle misure di sicurezza e delle normative.
A livello europeo e internazionale, le istituzioni stanno iniziando a riconoscere la portata del problema, sottolineando la necessità di affiancare alle tradizionali blacklist strumenti più avanzati di cooperazione transfrontaliera, monitoraggio tecnologico e intervento sui flussi finanziari. L'Unione Europea sta lavorando all'armonizzazione delle normative sul gioco online per contrastare efficacemente la criminalità transfrontaliera. In un contesto in cui l’automazione e la digitalizzazione dell’offerta di gioco avanzano più rapidamente della capacità regolatoria, la sfida è mantenere saldo il confine tra mercato legale e offerta illegale.
Senza un salto di qualità nelle strategie di contrasto, il rischio è che anche i principi di sicurezza e “immodificabilità”, che hanno rappresentato per anni un pilastro del gioco pubblico regolamentato, si rivelino fragili di fronte all’evoluzione della contraffazione digitale globale. È fondamentale che i giocatori siano consapevoli dei rischi e adottino misure di sicurezza per proteggere i propri dati e il proprio denaro. La collaborazione tra autorità di regolamentazione, operatori del settore e forze dell'ordine è essenziale per combattere efficacemente questa minaccia in continua evoluzione.
Fonte: Jamma.it

