A pochi mesi dall'inizio dei Mondiali 2026, che si terranno in Canada, Messico e Stati Uniti, una questione burocratica rischia di complicare la partecipazione di alcune nazionali. Le rigide norme sull'immigrazione volute dall'ex presidente Trump, infatti, prevedono il versamento di una cauzione fino a 15.000 euro per l'ottenimento del visto d'ingresso negli USA da parte di cittadini provenienti da specifici paesi. Tra questi, figurano Algeria, Capo Verde, Senegal, Costa d'Avorio e Tunisia, tutte potenziali partecipanti alla competizione.
Il problema, evidenziato da The Athletic, non riguarda solo i tifosi, ma soprattutto i giocatori e lo staff tecnico delle nazionali coinvolte. Le attuali disposizioni non prevedono esenzioni per gli atleti, che sarebbero quindi costretti a depositare cauzioni variabili tra i 5.000 e i 15.000 dollari. Tale somma verrebbe restituita al momento della partenza dagli Stati Uniti, alla scadenza del visto.
La FIFA è al lavoro con le autorità statunitensi per cercare di trovare una soluzione, almeno per quanto riguarda i calciatori delle nazionali di Algeria, Capo Verde, Tunisia, Costa d'Avorio e Senegal. Appare più difficile, invece, ottenere una deroga per i tifosi, già gravati dagli elevati costi di una trasferta transatlantica. La situazione è delicata e potrebbe avere ripercussioni sull'organizzazione del torneo. La FIFA punta a garantire che tutti i partecipanti, giocatori e tifosi, possano essere presenti senza ostacoli burocratici insormontabili.
Le normative in questione risalgono all'era Trump e sono state concepite per contrastare l'immigrazione irregolare. Tuttavia, la loro applicazione indiscriminata rischia di penalizzare eventi sportivi di portata globale come i Mondiali. Resta da vedere se il governo statunitense attuale sarà disposto a rivedere tali disposizioni, almeno temporaneamente, per facilitare la partecipazione delle nazionali africane alla competizione. La vicenda solleva interrogativi sull'equilibrio tra sicurezza nazionale e apertura internazionale, in un contesto geopolitico sempre più complesso.
La FIFA dovrà quindi mediare tra le esigenze di sicurezza degli Stati Uniti e il diritto di tutte le nazioni di partecipare al torneo calcistico più importante del mondo. Una soluzione potrebbe essere quella di fornire garanzie finanziarie alternative, che consentano ai giocatori e ai tifosi di ottenere il visto senza dover versare ingenti somme di denaro. In ogni caso, la questione dovrà essere risolta in tempi brevi, per evitare che le nazionali coinvolte debbano rinunciare alla partecipazione ai Mondiali 2026.

